Tagli al cinema di territorio nelle Marche, una politica culturale che tradisce i giovani per favorire solo flussi finanziari

agli al cinema che vanno a colpire festival, rassegne e premi cinematografici sia storici sia innovativi, in molti casi attivi anche nell’entroterra post-terremoto delle Marche, dove le politiche culturali sono invece più vitali che mai per contrastare lo spopolamento.
Sul tema, ha presentato un’interrogazione in Assemblea del Consiglio regionale proprio per chiedere risposte sull’ammanco previsto nel prospetto di bilancio.
Parliamo di una sottrazione di 160mila euro che, nel 2025 e nel futuro biennio, la Regione Marche ha deciso di eliminare e che erano destinati a sostenere una rete diffusa di festival e rassegne attive nei territori, anche nelle aree interne e spesso con un forte protagonismo giovanile. La risposta dell’amministrazione regionale alla mia interrogazione è stata lapidaria e, al tempo stesso, chiarissima: si sostiene ciò che è già forte e visibile, si abbandona ciò che è sperimentale, territoriale, indipendente”.
I festival e le rassegne lasciati completamente fuori dalla programmazione regionale 2025 sono molti e non marginali, come ricordato da Nobili. Tra questi: Fabriano Film Festival, Civitanova Film Festival, Scollinare Film Festival, CineOff, Incanto Film Festival, CineFortunae, La poesia che si vede, Sinfonie di Cinema, CROC di Ussita, Festival del Cinema Pirata, Premio ALMA e altre rassegne e progetti giovanili diffusi nei territori. “Parliamo di realtà che non fanno cinema commerciale, ma costruiscono pubblico, formazione e relazione con i territori. Parliamo di cinema giovane, indipendente, innovativo, di cultura come bene pubblico, che anima e dà forza a territori, anche dell’entroterra, che altrimenti rischiano di essere sempre più dimenticati.
Sostenere solo il cinema che ‘rende’ o che intercetta grandi flussi finanziari significa tradire un’idea di politica culturale, perché una Regione non dovrebbe limitarsi a inseguire il mercato, ma aprire spazi, sostenere chi sperimenta, investire su ciò che oggi è fragile e domani può diventare patrimonio comune.
Con Alleanza Verdi Sinistra continueremo a dire che senza festival, senza rassegne, senza presìdi culturali diffusi, il cinema perde la sua funzione più profonda. E una Regione che spegne questi spazi spegne una parte del proprio futuro.
