Solidarietà a Garbini per la sua protesta nonviolenta. La Regione rispetti gli impegni sulla decarbonizzazione

Solidarietà a Garbini per la sua protesta nonviolenta. La Regione rispetti gli impegni sulla decarbonizzazione


Esprimo la mia piena solidarietà ad Andrea Garbini, presidente dell’associazione H-EARTH Mani e Cuore, per la scelta nonviolenta con cui ha deciso di richiamare ancora una volta l’attenzione della Regione Marche sul tema della decarbonizzazione e della neutralità carbonica.

Dal 1° settembre Garbini ha scelto di intraprendere nuovamente uno sciopero della fame per chiedere alla Regione di dare seguito agli impegni assunti nei mesi scorsi. Una forma di protesta forte, ma profondamente civile, che nasce dalla richiesta più semplice e insieme più importante: che alle parole seguano i fatti.

H-EARTH Mani e Cuore è una realtà ambientalista profondamente radicata nella Vallesina, un territorio che conosce bene quanto le questioni ambientali, produttive e sanitarie siano strettamente intrecciate.

Nel mese di giugno la Regione aveva manifestato la propria disponibilità ad avviare con l’associazione un percorso dedicato alla neutralità carbonica, attraverso iniziative concrete rivolte al sistema produttivo e al territorio. A distanza di settimane, però, secondo quanto denunciato da Garbini, quel percorso non ha avuto seguito.

È proprio questa distanza tra gli impegni annunciati e la loro concreta attuazione che oggi non possiamo ignorare.

La protesta di Andrea Garbini chiede innanzitutto coerenza. E credo che la responsabilità civile e la determinazione di cittadini che scelgono di impegnarsi in prima persona rappresentino un esempio e, per le istituzioni, anche un insegnamento.

Per questo chiedo alla Regione Marche di riaprire immediatamente il confronto, chiarire quali siano le proprie intenzioni rispetto agli impegni assunti e dare finalmente un seguito concreto al percorso annunciato.

La crisi climatica non è una questione che possiamo affrontare attraverso sole dichiarazioni di principio. La transizione ecologica e la decarbonizzazione richiedono scelte, programmazione, investimenti e soprattutto la capacità delle istituzioni di mantenere gli impegni presi.

La politica deve saper ascoltare chi, nei territori, chiede con responsabilità e determinazione di accelerare questo cambiamento.


Rendiamo le scuole rifugi climatici. L'edilizia scolastica deve adattarsi al caldo estremo

Rendiamo le scuole rifugi climatici. L'edilizia scolastica deve adattarsi al caldo estremo


Gran parte dei nostri edifici scolastici è stata progettata in un’epoca in cui l’aumento delle temperature e le ondate di calore non rappresentavano una priorità.

Oggi il clima è cambiato e deve cambiare anche il modo in cui pensiamo e riqualifichiamo gli edifici pubblici.

Per questo ho presentato in Consiglio regionale una mozione con cui chiedo alla Regione Marche di avviare un programma di adattamento climatico degli edifici scolastici, con un obiettivo preciso: rendere le scuole più resilienti al caldo estremo e trasformarle, dove possibile, in veri e propri presìdi climatici a disposizione delle comunità.

Il primo passo deve essere una ricognizione delle scuole marchigiane maggiormente esposte al rischio di surriscaldamento, accompagnata dalla definizione di criteri che permettano di individuare le situazioni più urgenti e stabilire le priorità di intervento insieme agli enti competenti.

Serve infatti una nuova stagione di riqualificazione dell’edilizia scolastica.

Per troppo tempo abbiamo guardato quasi esclusivamente all’efficienza energetica invernale. Oggi dobbiamo occuparci con la stessa attenzione del comfort estivo, della riduzione delle isole di calore, della qualità degli spazi esterni, della ventilazione e della capacità degli edifici pubblici di garantire condizioni sicure e salubri anche durante le ondate di calore.

La proposta che ho presentato chiede alla Giunta regionale di attivare un coordinamento con ANCI Marche, UPI Marche, Ufficio scolastico regionale e gli altri enti competenti, e di inserire criteri di resilienza climatica nei programmi e nei bandi regionali destinati alla riqualificazione degli edifici pubblici.

La Regione ha infatti una responsabilità importante nella programmazione e nell’utilizzo delle risorse destinate alla manutenzione e alla riqualificazione del patrimonio pubblico.

Non partiamo da zero. Lo stesso Piano regionale di adattamento al cambiamento climatico richiama la necessità di integrare adattamento climatico, sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici pubblici.

Dobbiamo però trasformare questi principi in interventi concreti.

La prospettiva che proponiamo è quella di creare progressivamente una rete regionale di “rifugi climatici”: scuole e altri spazi pubblici riqualificati che, attraverso accordi territoriali e adeguate modalità di apertura, possano diventare punti di protezione e sollievo dal caldo soprattutto per anziani, persone con disabilità, persone fragili o affette da patologie croniche.

Le soluzioni tecniche esistono e non richiedono necessariamente interventi radicali. Si può procedere anche gradualmente: aumentando le alberature e le superfici ombreggiate, realizzando sistemi di schermatura solare, migliorando la ventilazione degli ambienti e introducendo sistemi efficienti di raffrescamento dove necessari.

Non si tratta soltanto di rendere più confortevoli le aule durante i mesi più caldi.

Significa ripensare la scuola come una vera infrastruttura sociale, capace di svolgere un ruolo anche nella resilienza climatica dei nostri territori.

Di fronte a estati sempre più calde e a ondate di calore sempre più frequenti, una rete regionale di presìdi climatici può diventare un autentico servizio pubblico, integrando le politiche ambientali con quelle sanitarie e sociali e offrendo alle persone più vulnerabili un luogo sicuro proprio nei momenti in cui ne hanno più bisogno.

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