Trasferire l’articolazione psichiatrica dal carcere di Ascoli a quello di Ancona è un disastro annunciato

La salute mentale in carcere è una priorità e la sanità penitenziaria è competenza regionale. Inaccettabili le posizioni espresse dai rappresentanti della Lega.


Non sono capaci di curare le persone libere, figuriamoci quelle in carcere.
È l’ennesima dimostrazione di insipienza di questa amministrazione regionale, sul versante sanitario. Un’inadeguatezza che tocca picchi assoluti con le posizioni espresse dai rappresentanti politici della Lega, che davvero non sanno di cosa parlano.
Quando ero Garante dei diritti delle persone private della libertà, ho imparato che la salute mentale in carcere è un banco di prova della civiltà di un territorio: servono spazi adeguati, personale formato e continuità terapeutica, non decisioni affrettate.
Ora si vuole trasferire l’articolazione psichiatrica dal carcere di Ascoli a quello di Ancona. Ma Montacuto è già in sofferenza: sovraffollamento, carenze di organico, strutture non pronte. Senza un progetto serio, questa scelta rischia di diventare un disastro annunciato.
La sanità penitenziaria è competenza regionale. E la Giunta delle Marche, che già ha mostrato gravi limiti nella gestione della sanità pubblica, rischia di fare ancora peggio nelle carceri, dove fragilità e bisogni sono ancora più urgenti.
Non si risolvono i problemi spostandoli.
Servono investimenti veri, protocolli chiari e il coraggio di mettere la salute mentale in carcere tra le priorità.

Alle prossime elezioni regionali, possiamo scegliere se continuare con chi non vede e non ascolta, o se pretendere una Regione capace di garantire dignità e cure a tutti, anche a chi vive dietro le sbarre.

Privacy Preference Center