Diritti delle persone con disabilità, ci sono famiglie senza tecnologie per la partecipazione didattica, a causa di procedure non a norma della Regione


La fornitura degli strumenti che facilitano le persone con disabilità nello studio sono bloccate e le famiglie di conseguenza sono costrette in molti casi a pagare di tasca propria le attrezzature. È l’effetto della delibera di giunta regionale che nelle Marche ha modificato le procedure di approvvigionamento di queste tecnologie, creando un danno per l’inclusione.

Su questo tema, in prossimità della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità, ho presentato un’interpellanza in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta e all’assessore alla Sanità di correggere la rotta e tornare a un sistema che garantisca qualità, trasparenza e continuità, come prevede la legge.

Il sistema di rifornimento tecnologico riguarda strumenti fondamentali come comunicatori per chi non può parlare, software per chi non vede, dispositivi che permettono ai bambini con disabilità motorie o del neuro sviluppo di studiare, comunicare, partecipare alla vita sociale. Sono tecnologie digitali che fanno la differenza tra isolamento e partecipazione, ma la Regione Marche ha scelto di sostituire la procedura di approvvigionamento di questi ausili tecnologici. Non più, come stabilito dalla legge, tramite delle procedure di gara pubblica. È stato invece introdotto un prezzario regionale con il DGR n. 1053/2024. Tale delibera, che rischia di violare la normativa statale, sta causando molte criticità, come già sottolineato da associazioni, tecnici e famiglie. Parliamo di ricadute dirette sugli assistiti, che in numerosi casi sono costretti a integrare di tasca propria il costo dei dispositivi prescritti, per impossibilità dei fornitori di operare alle tariffe regionali. Una scelta che sta già producendo effetti pesanti per i diritti delle persone con disabilità. Ma la Regione ha deciso comunque di prorogare il proprio sistema, senza confronto e senza adeguata istruttoria. A riguardo, dunque, come consigliere Avs ho presentato una interpellanza.

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