Le radici e le ali, la forza dell'associazionismo

La mia storia personale e politica affonda le radici nell’associazionismo culturale.
Pare ieri, ma sono passati oltre trent’anni da quando, insieme a un gruppo di ventenni, fondammo, con l’ARCI, l’associazione Fahrenheit 451. Recuperando una vecchia tipografia in centro ad Ancona, riuscimmo a trasformarla in uno spazio vivo, capace di ospitare una programmazione artistica non convenzionale.
Poi vennero altri progetti: il Lazzabaretto, presidio di resistenza culturale negli anni più bui della stagione berlusconiana; il Festival Klezmer per la pace tra i popoli, con l’ambizione di far dialogare culture diverse e infine Adriatico Mediterraneo, che ancora oggi resta un progetto culturale forte che disegna un orizzonte condiviso tra identita' differenti.
Posso dire di aver vissuto in prima persona la forza della cultura come strumento di dialogo, di pace, di costruzione di comunità. Quei progetti non erano soltanto eventi, ma esperienze collettive capaci di unire persone diverse attorno a valori condivisi.
Le associazioni, grandi o piccole che siano, rappresentano il cuore pulsante della società marchigiana. Sono luoghi di partecipazione, di mutualismo, di cura delle relazioni.
Le associazioni culturali alimentano identità e creatività.
Quelle sportive insegnano il gioco di squadra e la socialità.
Il volontariato sociale sostiene chi è più fragile. Le esperienze giovanili creano spazi di libertà e di futuro.
Le realtà ambientali e civiche custodiscono diritti e beni comuni.
Per troppo tempo il ruolo dell’associazionismo è stato dato per scontato, quando invece esso rappresenta una vera e propria infrastruttura sociale.
Le istituzioni devono: riconoscerne il valore, sostenerne la progettualità, garantire spazi, risorse e occasioni di crescita.
Jesi non è solo una città ricca di storia e cultura, ma anche un crocevia di energie civiche e associative che arricchiscono l’intera regione. Da qui può partire un messaggio forte: senza associazioni non c’è comunità, senza coesione sociale non c’è futuro condiviso.
Ne abbiamo parlato in un bellissimo incontro con Barbara Traversi, Virginia Reni, Leonardo Animali, con gli intermezzi musicali di David Uncini.
Venerdì 12 settembre, ore 18.30 teatro Il Piccolo Jesi .
E riprendo il titolo di un disco della Gang "Le radici e le ali", un vero manifesto di liberta' e resistenza, per definire il mondo dell'associazionismo.
Radici che custodiscono memoria e comunita' e ali che aprono strade nuove per un futuro piu' giusto e solidale.
