Mozione Electrolux: dignità per chi lavora. Poniamo un argine a logiche produttive che feriscono il territorio

Ho firmato con convinzione la mozione unitaria sulla vertenza Electrolux. L’Assemblea legislativa delle Marche dice chiaramente che il piano industriale va ritirato: nessun licenziamento e nessuna chiusura. Le lavoratrici e i lavoratori non sono soli.
L’annunciata chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi nega dignità e futuro a una comunità che merita il più profondo rispetto. Un modello di sviluppo sempre più predatorio e insostenibile vorrebbe ignorare ciò che queste persone hanno dato all’azienda, nonostante i milioni di euro di sostegni pubblici e incentivi di cui il gruppo ha beneficiato nel corso degli anni.
La delocalizzazione all’estero di parte delle attività produttive, che determinerebbe la chiusura dello stabilimento del Fabrianese, colpisce duramente famiglie, giovani lavoratrici e lavoratori, ma anche dipendenti con molti anni di esperienza alle spalle. Siamo di fronte all’ennesima crisi che rischia di generare pesanti conseguenze sociali e umane in un territorio che negli ultimi anni ha già perso troppe opportunità di lavoro, impoverendosi e spopolandosi.
Occorre guardare a politiche industriali innovative e solide, dalla parte del lavoro e dei territori, capaci di difenderli dalle speculazioni di un sistema produttivo sempre più sradicato dalla realtà.
Come rappresentanti istituzionali delle Marche siamo chiamati a rispondere in modo unitario, garantendo il massimo sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori e mettendo in campo ogni strumento utile per superare questa crisi, difendere il futuro produttivo e occupazionale del territorio e tutelare la dignità di un’intera comunità.
