Pediatri di libera scelta: situazione da allarme rosso. Nelle Marche ne mancano già 13 e 48 andranno in pensione entro il 2029

Nelle Marche mancano già tredici pediatri di libera scelta e quarantotto andranno in pensione entro il 2029. La situazione è da allarme rosso, ancor più dopo l’esito della recente procedura regionale di assegnazione degli incarichi, che ha portato soltanto a quattro incarichi a tempo indeterminato. Ho sollevato il problema per la sanità marchigiana in Aula, durante la seduta del Consiglio regionale, interrogando sul punto la Giunta e l’assessore alla Sanità.
Le risposte certificano un problema molto serio. A fronte di 22 domande presentate da medici interessati agli incarichi, solo cinque professionisti si sono effettivamente presentati all’incontro convocato il 27 maggio dall’Ast di Ancona. Uno di questi ha poi rinunciato, scegliendo un altro incarico. Non siamo davanti a una difficoltà isolata, ma a un problema strutturale che colpisce un ambito molto delicato della sanità, quello dedicato ai più piccoli.
Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, nelle Marche, al 1° gennaio 2025, si stima già una carenza di 13 pediatri di libera scelta, calcolata sul rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti. Il dato più preoccupante riguarda il futuro: entro il 2029, nelle Marche, 48 pediatri di libera scelta raggiungeranno l’età pensionabile, peggiorando una situazione già critica. Il numero medio regionale è di 926 assistiti per pediatra, superiore alla media nazionale di 917.
Il quadro delle insufficienze riguarda diversi territori regionali. L’avviso pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Marche del 26 marzo 2026 segnala carenze nelle Ast di Ancona, Macerata e Pesaro e Urbino. In particolare, per l’Ast di Ancona risultano interessati il distretto di Ancona, con Osimo, Sirolo e Numana; il distretto di Fabriano, con Fabriano e Sassoferrato; il distretto di Jesi, con Filottrano; e quello di Senigallia, con Ostra. Nell’Ast di Macerata sono indicati gli ambiti di Camerino, con Pieve Torina, e di Macerata, con Passo Sant’Angelo. Nel Pesarese risultano interessate le sedi di Pesaro, Cartoceto, Mondolfo, Fermignano, Sassocorvaro Auditore e Cagli.
Di fronte a una situazione così complessa, la Regione Marche deve mettere mano a un piano specifico. Non bastano le comunicazioni formali dell’Ast di Ancona, né interventi tampone. Serve un’azione molto più precisa e mirata. Perché un servizio sia davvero effettivo deve rispondere anche a criteri concreti, a partire dalla vicinanza dei presidi ai luoghi in cui vivono le famiglie e i bambini che hanno bisogno di assistenza. Per questo invito la Regione a fare di più.
