Plasma gettato tra i rifiuti: bocciare la Commissione d’inchiesta è una scelta incomprensibile

Oggi in Consiglio regionale sono intervenuto a sostegno della proposta di istituire una Commissione d’inchiesta sulla grave vicenda del plasma gettato tra i rifiuti.
Era una proposta di chiarezza, trasparenza e responsabilità istituzionale su una questione che riguarda un bene pubblico prezioso, fondato sulla generosità dei donatori e sulla fiducia dei cittadini nel sistema sanitario regionale.
La maggioranza di centrodestra ha però deciso di bocciarla. È una scelta che considero grave e incomprensibile.
In questi mesi la stessa Regione ha istituito una commissione tecnica interna, ha trasmesso gli atti alla Procura, alla Corte dei Conti, ai Nas e al Ministero della Salute, ed è stata costretta ad ammettere criticità organizzative nel sistema, annunciando modifiche strutturali dell’Officina del sangue.
Di fronte a tutto questo, sostenere che il Consiglio regionale non debba approfondire autonomamente la vicenda è francamente incomprensibile.
Il Consiglio regionale non può rinunciare alla propria funzione di indirizzo e controllo e limitarsi a prendere atto di verifiche interne alla Giunta, soprattutto quando sono già emerse criticità tali da imporre una riorganizzazione del sistema.
Una Commissione consiliare non sarebbe stata un tribunale politico, ma uno strumento istituzionale per capire cosa non ha funzionato e quali interventi siano necessari per evitare che simili episodi possano ripetersi.
Ho dichiarato il mio voto non solo come capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, ma anche come rappresentante dei cittadini. Bocciare questa proposta significa indebolire il Consiglio regionale, rinunciare a una prerogativa politica fondamentale e trasmettere ai marchigiani l’immagine di un’istituzione che non ha la forza di interrogarsi fino in fondo su ciò che non ha funzionato.
Il controllo democratico non è un fastidio, ma una garanzia. Le istituzioni si rafforzano con la trasparenza, non evitando le verifiche.
Perché, come scriveva Norberto Bobbio, la democrazia è il governo del potere pubblico in pubblico.
Oggi, purtroppo, la maggioranza ha scelto la strada opposta.
