Spiagge libere: una battaglia per tutelare i beni comuni


Tutelare le spiagge libere marchigiane, rafforzarne la presenza lungo la costa e renderle realmente accessibili, sicure e fruibili da tutte e tutti.

È questo l’obiettivo della mozione che ho presentato come primo firmatario, insieme alle consigliere e ai consiglieri Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e Vitri del Partito democratico, Ruggeri del Movimento 5 Stelle, Seri della Lista Ricci e Caporossi di Marche Vive.

Il titolo dell’atto riassume chiaramente il principio dal quale siamo partiti: “Il mare come bene comune: tutela, incremento e qualificazione delle spiagge libere e garanzia dell’accesso universale e gratuito al litorale marchigiano”.

Quella per le spiagge libere è infatti una battaglia per la tutela dei beni comuni e per il diritto di ogni persona ad accedere al mare senza essere obbligata ad acquistare servizi.

Gli stabilimenti balneari rappresentano una realtà economica e turistica importante, ma la pianificazione della costa deve garantire un equilibrio reale tra le aree in concessione e gli spazi pubblici, gratuiti e concretamente utilizzabili.

Al centro della nostra mozione c’è innanzitutto la richiesta di realizzare, entro sei mesi e d’intesa con i Comuni costieri, una ricognizione completa, omogenea e georeferenziata dell’intero litorale marchigiano.

La mappatura dovrà distinguere con chiarezza le aree in concessione, le spiagge libere, le spiagge libere attrezzate e le aree che risultano formalmente libere ma che, nella realtà, non sono accessibili, balneabili o concretamente utilizzabili.

Prima di assegnare o rinnovare le concessioni, dobbiamo sapere quanta parte della costa sia davvero libera e fruibile. Non possiamo considerare spiaggia libera ciò che rimane dopo avere assegnato le aree migliori, né conteggiare come accessibili luoghi marginali, difficilmente raggiungibili o inadatti alla balneazione.

Chiediamo inoltre una ricognizione puntuale dei varchi pubblici, degli accessi attraverso gli stabilimenti, delle distanze tra un accesso e l’altro, dei servizi presenti e delle condizioni di accessibilità per le persone con disabilità o con ridotta mobilità.

Tutti questi dati dovranno essere resi pubblici attraverso una cartografia digitale regionale, facilmente consultabile e costantemente aggiornata.

Fino al completamento della ricognizione e alla revisione della pianificazione regionale, chiediamo alla Giunta di fornire ai Comuni un indirizzo chiaro affinché non vengano rilasciate nuove concessioni, autorizzati ampliamenti o consentiti accorpamenti capaci di ridurre le spiagge libere esistenti.

Proponiamo inoltre di introdurre un principio stabile di non regressione: ogni eventuale sottrazione di un’area libera dovrà essere compensata con una superficie equivalente destinata alla fruizione pubblica.

La Regione dovrà anche stabilire una quota minima di spiagge libere e libere attrezzate, garantendone una distribuzione equilibrata lungo la costa. Non è accettabile che gli spazi gratuiti vengano concentrati soltanto nei tratti periferici, meno accessibili, maggiormente esposti all’erosione o caratterizzati da condizioni peggiori.

La nostra mozione chiede poi l’istituzione, a partire dal bilancio regionale 2027, del programma “Mare libero e accessibile”, destinato a finanziare la qualificazione delle spiagge pubbliche.

Servono passerelle e percorsi accessibili, servizi igienici, presidi di assistenza, punti di distribuzione dell’acqua, sistemi di raccolta differenziata e accessi sicuri. Le spiagge libere non devono essere considerate spazi residuali, ma luoghi da curare e rendere pienamente fruibili.

La spiaggia è un bene pubblico e svolge una funzione sociale essenziale. Di fronte al continuo aumento dei costi dei servizi balneari, rappresenta una possibilità sempre più importante per le famiglie, i bambini, gli anziani, i giovani e le persone con minori disponibilità economiche.

La libertà di scegliere se acquistare o meno dei servizi deve essere preservata. Per questo la presenza degli stabilimenti e quella delle aree nelle quali non esiste alcun obbligo di consumo devono essere pianificate in maniera equilibrata.

Difendere e incrementare le spiagge libere significa garantire a tutte e tutti il diritto di accedere al mare. Significa tutelare un bene comune che non può diventare progressivamente inaccessibile per una parte crescente della popolazione.

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