Crematori, la Regione continua a voltarsi dall’altra parte: serve subito un Piano regionale

Le Marche sono ancora prive di un Piano regionale di coordinamento degli impianti crematori, lo strumento indispensabile per stabilire dove questi siti debbano essere localizzati sulla base di criteri oggettivi di carattere ambientale, sanitario, urbanistico e demografico.
È una carenza che denuncio da tempo, anche attraverso una mozione depositata in Consiglio regionale, con la quale chiedo alla Giunta di assumersi finalmente la responsabilità di pianificare la distribuzione degli impianti sull’intero territorio marchigiano.
Nei giorni scorsi il Comune di Ancona ha individuato una nuova localizzazione per il crematorio, spostandolo da Tavernelle all’area dell’ex inceneritore di Bolignano. In questo modo ha preso atto delle criticità emerse negli ultimi anni e della forte mobilitazione civica, che aveva evidenziato i limiti del progetto originario.
Nel bene o nel male, il Comune ha assunto una decisione. La Regione Marche, invece, continua a non fare ciò che la legge e il buon senso le impongono: pianificare.
La mia mozione avrebbe dovuto essere discussa la scorsa settimana, ma l’assessore competente ha improvvisamente lasciato l’Aula, impedendo di fatto il confronto politico su una questione che riguarda l’intero territorio marchigiano.
Considero questo episodio profondamente irrispettoso nei confronti del Consiglio regionale e dei cittadini che attendono da anni una scelta di sistema. La Giunta non può continuare a rinviare ogni decisione e sottrarsi persino al confronto quando viene chiamata a rispondere della propria inerzia.
In assenza di una programmazione regionale, ogni scelta rischia di trasformarsi in una vicenda esclusivamente locale e inevitabilmente conflittuale, nella quale i cittadini vengono coinvolti soltanto quando le decisioni sono ormai sostanzialmente prese.
Il tema, infatti, non riguarda soltanto Ancona, ma l’intera rete degli impianti crematori marchigiani: la loro distribuzione sul territorio, gli impatti cumulativi, le esigenze delle comunità e la tutela della salute e dell’ambiente.
Si tratta di valutazioni che possono essere affrontate soltanto attraverso una visione regionale, non mediante decisioni episodiche e scollegate tra loro. La Regione continua invece a scaricare ogni responsabilità sui Comuni, rinunciando al proprio ruolo di indirizzo e coordinamento.
Su questo tema la Giunta Acquaroli continua a scegliere la strada più comoda: non decidere. E quando il Consiglio regionale prova a chiedere conto di questa inerzia, si sottrae perfino al confronto in Aula.
Per questo ribadisco la richiesta contenuta nella mia mozione: la Regione approvi finalmente il Piano regionale di coordinamento degli impianti crematori e, fino ad allora, valuti una moratoria sulle nuove localizzazioni, evitando che ogni territorio venga lasciato solo ad affrontare questioni tanto delicate.
La politica non può limitarsi a intervenire quando i conflitti sono già esplosi. Deve prevenirli, attraverso la programmazione, il confronto con le comunità e decisioni trasparenti fondate su criteri chiari.
Quello della Giunta regionale è invece un modo di governare che considero inaccettabile.
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