Un impegno per educatori professionali, “Riportare il welfare sociale al centro dell’agenda politica”

Al laboratorio il Punto, nuovo momento di riflessione pubblica per la campagna elettorale. Con la volontà di portare in Regione problemi e soluzioni per una categoria di lavoratori dal cruciale ruolo sociale ma messa ai margini nei diritti dei lavoratori.


Un incontro che ha acceso un riflettore su una categoria di lavoratori, gli educatori professionali, tenuti all’angolo, sottopagati e precarizzati, nonostante il loro cruciale ruolo sociale per anziani, bambini e i “fragili” della nostra società.
Il nuovo incontro al laboratorio politico il Punto che nel tardo pomeriggio del 9 luglio abbiamo organizzato, è stata un’occasione preziosa per riflettere con concretezza su temi urgenti per il lavoro, con un impegno ufficiale, come candidato di Alleanza Verdi e Sinistra, di farmi portatore in Regione dei problemi di questa categoria ampia e preziosa, se gli elezioni mi premieranno.

Le consapevolezze acquisite come ex Garante dei diritti ai minori mi permettono di guardare a questi problemi con una particolare esperienza. E dunque, occorre instaurare subito un tavolo tecnico che metta insieme soggetti del mondo dell’educazione professionale, sindacati, cooperative sociali, istituzioni, per ridefinire linee guida su livelli contrattuali, meccanismi di appalti e accreditamenti e quanto di necessario.

Occorre osservare come si stia formando il nuovo albo professionale degli educatori contrattuali, ora in corso, per migliorarne il funzionamento. È necessario inserire appropriate clausole nel sistema dei bandi per garantire rispetto e trasparenza, così come bisogna programmare una serie di assunzioni pubbliche di educatori professionali o prevedere, per le scuole ad esempio, la figura dell’educatore per plesso scolastico.

L’incontro del 9 luglio, come ormai noto a chi ci segue, è parte del ciclo organizzato per creare situazioni concrete di confronto e ascolto, nel segno della nostra campagna elettorale. Tra il pubblico di piazza del Crocifisso, abbiamo parlato con numerose educatrici ed educatori, rappresentanti di cooperative, del mondo universitario, giovani e educatori di lungo corso, che si sono alternati in interventi e riflessioni. Al tavolo dei relatori, hanno portato la propria testimonianza Maria Laura Belloni, ex educatrice professionale, costretta a cambiare lavoro per l’insostenibilità delle condizioni contrattuali di categoria, e Alessandro Sabatini, educatore professionale e rappresentante sindacale Cgil. Tantissimi i punti toccati.

Parliamo di un settore completamente trascurato da qualsiasi politica regionale, ad oggi. Dove non esistono legislazioni certe e si finisce per fare affidamento solo sul senso di responsabilità e l’etica professionale degli educatori stessi. Mentre invece occorre dare nuove garanzie al settore, ponendo maggiore attenzione al welfare sociale.

Ciò che distingue la politica socialdemocratica e di sinistra rispetto alla destra è proprio l’attenzione alle politiche sociali pubbliche, ed è di queste che dobbiamo tornare a occuparci, invertendo la rotta rispetto agli attuali indirizzi che vogliono smantellarlo, con il rischio sempre più concreto di collasso sociale.

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