
“Patti educativi e ascolto tra scuola e territorio, per nuove politiche educative regionali”
Docenti, dirigenti scolastici e cittadini a confronto per l’iniziativa che ha guardato ai temi dell’educazione per una scuola ultimo baluardo dell’inclusione. È così che abbiamo inaugurato la rassegna di appuntamento al laboratorio il Punto di piazza del Crocifisso.
Creare le condizioni per costruire un reale confronto e dialogo tra scuola e territorio senza lasciare i professori abbandonati a loro stessi. Lavorare a progetti mirati, di ascolto e di coordinamento tra dirigenti scolastici e rappresentanti delle istituzioni, per dare all’educazione un approccio più organico possibile. E poi stanziare risorse mirate per i patti educativi di comunità e per l’edilizia scolastica. Di questo e di molto altro si è parlato nell’appuntamento del 2 luglio 2025, “Scuola, pratiche educative e inclusione sociale” che apre il ciclo di confronti del laboratorio politico il Punto, animato dal gruppo di lavoro di Andrea Nobili candidato consigliere regionale con Alleanza Verdi e Sinistra, per Matteo Ricci Presidente.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti Cristiano Lassandari docente all’istituto Panzini di Senigallia, già responsabile settore scuola della Cisl, ex assessore del Comune Ancona. E quindi Betti Micciarelli, ex dirigente scolastica di Ancona, nota e apprezzata per il suo impegno in tema di inclusione.
Tante le riflessioni. Partendo dalla constatazione che la scuola si è ridotta a viaggiare a doppia velocità, più spedita per gli studenti senza particolari complessità, lenta ed escludente per chi ha più difficoltà. E questo a causa anche di politiche regionali carenti sul profilo dell’attenzione sociale ai giovani, non più capace e anzi senza la volontà di ascoltare chi nel mondo della educazione è coinvolto tutti i giorni, dirigenti scolastici, insegnanti, educatori.
Abbiamo invece bisogno di una cabina di regia territoriale per monitorare e mettere a fuoco problemi e strategie, pena la dispersione scolastica e la povertà educativa. Un nuovo governo regionale può e deve lavorare a tutto questo, insieme alla tutela degli educatori professionali che operano nelle scuole e a tanto altro, per ridare nuovo slancio a un mondo, quello dell’educazione, sempre più isolato e trascurato.”
Cristiano Lassandari ha ricordato quanto l’insegnamento in italiana sia vittima di una burocrazia elefantiaca, che complica gli scopi educativi, “mentre la scuola pubblica rimane un luogo speciale per il miracolo dell’inclusione, uno spazio dove i più giovani riescono con naturalezza ad abbattere le frontiere culturali”. Secondo Betti Micciarelli, “più che progetti isolati , serve una nuova stagione del dialogo inter territoriali”. Dai Cpt alla Regione, tutti devono ascoltare per capire di cosa c’è bisogno. Sono esperimenti questi che hanno sempre portato ottimi frutti”.





