Una piccola vittoria, In una grande sconfitta


Mi sento una grande responsabilità.

Forse per questo non riesco a gioire fino in fondo per il risultato elettorale che mi permette di entrare in Consiglio regionale.

Da un lato l’amarezza per la disfatta dell’alleanza di centrosinistra, dall’altro la consapevolezza che ci attende un duro lavoro, per consentire a una comunità politica di rialzare la testa.

Occorre, innanzitutto, fare una cosa a cui siamo disabituati: interrogarci, senza timori, sulle ragioni che ci hanno condotto a questo esito così negativo.

Perché queste sconfitte non cadono dal cielo, hanno radici profonde.

Se un marchigiano su due ha deciso di non recarsi al voto è necessario domandarsi in cosa abbiamo sbagliato, in cosa e perché non siamo riusciti a farci capire. Senza ricorrere a scorciatoie, per cui la spiegazione sta solo nel qualunquismo di chi ha deciso di non votare. Troppo semplice, ma anche sbagliato.

È invece necessario lavorare a un’idea politica nuova, senza attendere neanche un minuto, perché abbiamo bisogno di tempo per costruire progetti che possano apparire credibili, capaci di essere davvero coinvolgenti e plurali, che consentano una riconnessione anche affettiva con tante persone rassegnate e demotivate.

Abbiamo bisogno di tempo per prepararci seriamente alle prossime sfide politiche.

Su questo, oltre a tentare di fare un’opposizione intelligente in Consiglio, mi impegnerò molto seriamente.

Non posso non sottolineare che per me questo risultato ha un valore particolare: da candidato indipendente, senza un partito alle spalle, ce l’ho fatta. Non era affatto scontato.

È il risultato di in impegno collettivo straordinario.

Per questo sento il bisogno di ringraziare, uno a uno, coloro che mi hanno sostenuto. Chi mi ha dato fiducia con il voto, chi ha partecipato agli incontri, chi ha condiviso idee e proposte, chi ha speso tempo ed energie in questa campagna elettorale. È grazie a voi se oggi posso guardare avanti con la certezza che il nostro cammino non è stato vano.

Questa mia piccola vittoria non cancella la sconfitta collettiva, ma diventa una responsabilità ancora più grande: quella di non disperdere il patrimonio di relazioni, esperienze ed energie che abbiamo costruito.

Il lavoro inizia adesso.

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