Urologia di Jesi, servono trasparenza e garanzie di imparzialità nella scelta del nuovo primario


Il primo aspetto sul quale ho chiesto chiarimenti riguarda le tempistiche. Il 10 settembre l’AST Ancona ha aperto una procedura di mobilità per un dirigente medico urologo. Appena cinque giorni dopo è stata indetta la selezione per il nuovo primario. Dagli atti emerge però che già il 13 agosto la Direzione sanitaria aveva comunicato la necessità di avviare la procedura per il conferimento dell’incarico di direzione, definendo anche il profilo professionale richiesto.

Non metto in discussione la legittimità delle singole procedure, ma ritengo necessario chiarire le ragioni di questa successione così ravvicinata. È importante verificare che tutti i professionisti potenzialmente interessati siano stati messi nelle stesse condizioni e che nessuno abbia potuto disporre in anticipo di informazioni sulle opportunità successive.

Un secondo elemento riguarda i criteri di valutazione dell’esperienza professionale, in particolare il rapporto tra competenze gestionali e attività clinico-chirurgica.

Ho chiesto di chiarire quale peso avranno l’attività operatoria effettivamente svolta, la complessità degli interventi, l’autonomia chirurgica e la continuità dell’esperienza più recente. La casistica personale di un medico non può essere confusa con i volumi complessivi delle strutture nelle quali ha lavorato: sono elementi diversi, che devono essere valutati con criteri chiari e verificabili.

Infine, c’è la questione del profilo professionale richiesto per la selezione. È necessario sapere come sia stato elaborato, da chi e sulla base di quali specifiche esigenze dell’Urologia di Jesi. Quando un profilo contiene requisiti particolarmente dettagliati, occorre poter escludere che siano stati individuati prendendo come riferimento percorsi professionali già riconoscibili tra i possibili candidati.

Per queste ragioni ho chiesto alla Giunta regionale di acquisire dall’AST Ancona la documentazione istruttoria, compresa la nota del 13 agosto, ricostruire i passaggi che hanno portato alla definizione del profilo e verificare la correttezza dell’intero percorso prima del conferimento dell’incarico.

Non si tratta di anticipare giudizi su una selezione ancora in corso, né di mettere in discussione i professionisti che vi parteciperanno.

La trasparenza non serve a mettere sotto accusa una procedura, ma a proteggerla dai dubbi. Ed è tanto più necessaria quando si sceglie chi dovrà dirigere per cinque anni una struttura sanitaria pubblica importante per il territorio di Jesi e per i cittadini che vi si rivolgono.

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