“A Gaza per i valori della nostra umanità”, piazza gremita per l’iniziativa solidale con Global Sumud Flotilla


Una platea gremita, una partecipazione intensa hanno accompagnato l’appuntamento per il popolo gazawi e per la Palestina, “Gaza Arriviamo”, che ha portato centinaia di persone agli Archi, in piazza del Crocifisso, in un atto di solidarietà verso la tragedia in corso. L’iniziativa è stata promossa assieme al laboratorio politico il Punto e come ho ribasito nell’introdurre l’incontro, il dramma indescrivibile di Gaza ci coinvolga direttamente come esseri umani: a chi dice che Gaza non sia un tema che ci appartiene, da politica regionale, rispondo che chi non si cura di Gaza, non si cura dell’umanità. Pensare a Gaza significa difendere quei valori su cui si costruisce la nostra società, il nostro convivere pacifico, nei nostri territori.
La città di Ancona è sempre stata un porto di soccorso, negli anni delle guerre balcaniche e di accoglienza, come avviene ora per i migranti salvati in mare. “Ancona ha un’anima solidale, la partecipazione a questo appuntamento ne è la dimostrazione.

Centro dell’iniziativa, è stata la presentazione della missione Global Sumud Flotilla, l’azione di soccorso dal mare per la Striscia di Gaza d’una grande flottiglia solidale, da quaranta quattro paesi del mondo, per contestare l’embargo a Gaza  ma anche e soprattutto “per rompere il muro d’indifferenza, reagire contro il senso d’impotenza che attanaglia persone di ogni età e provenienza, su quanto di disumano sta avvenendo in Palestina”, hanno ricordato Maria Elena Delia, referente Italia Global Movement to Gaza, in collegamento video e l’anconetana Silvia Severini referente Marche Global Movement to Gaza, presente in piazza, che il 4 settembre salperà dalla Sicilia con la delegazione italiana della missione, dopo aver preso parte alla “Global March To Gaza” di Marzo. Nell’incontro, l’operatore umanitario Andrea Bellardinelli ha ricordato quanto sia inumano attaccare gli ospedali, “luoghi di ospitalità e pace per antonomasia”, mentre ciò continua a ripetersi dall’inizio dell’assedio e in questi giorni. L’architetto Ammar Hamadneh, attivista palestinese che da una ventina di anni vive in Italia e che è ancora intensamente collegato alle persone della sua terra, in un lungo intervento ha meditato sulla tragedia in atto, sui bambini uccisi, ricordando anche quanto sta avvenendo in Cisgiordania, “dove l’esercito israeliano continua a sparare su gente dei villaggi, persone pacifiche che si oppongono con la nonviolenza, svelando una strategia che ormai non può reggersi su nessun alibi”.

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