A Montacuto il caldo è eccessivo: la Regione verifichi le condizioni sanitarie nelle carceri

Ieri pomeriggio ho visitato il carcere di Montacuto, ad Ancona, per verificare direttamente le condizioni di vita delle persone detenute e di lavoro del personale durante questi giorni di caldo torrido.
Sono entrato nell’istituto proprio nelle ore di maggiore canicola, accompagnato dalla direttrice degli Istituti penitenziari riuniti di Ancona, Sonia Razzetti. Come consigliere regionale, infatti, ho tra le mie prerogative anche quella di controllare le condizioni presenti nelle strutture penitenziarie delle Marche.
A colpirmi è stato soprattutto il caldo eccessivo riscontrato nell’area sanitaria e parasanitaria, dove lavorano medici, infermieri e altro personale, in assenza di impianti di condizionamento. Le condizioni sono durissime per le persone detenute, per la polizia penitenziaria e per tutti coloro che ogni giorno operano all’interno dell’istituto.
Conosco bene il mondo carcerario anche per la mia precedente esperienza come Garante dei diritti nelle Marche. Proprio per questo ritengo indispensabile che, in presenza di temperature così elevate, tutte le istituzioni competenti esercitino pienamente le proprie responsabilità.
Ho quindi presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere se il Coordinamento regionale della sanità penitenziaria abbia provveduto al necessario monitoraggio delle condizioni sanitarie negli istituti di reclusione, nel rispetto dei protocolli previsti.
Questi sono giorni estremamente difficili per chi vive e lavora nelle carceri. Ancora più che in altri periodi dell’anno, occorre fare tutto il possibile per proteggere le persone più fragili.
Penso in particolare ai detenuti con più di 65 anni e a coloro che soffrono di patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o psichiatriche, di dipendenze patologiche o di altre condizioni di particolare vulnerabilità. Alla Giunta chiediamo di chiarire quali programmi specifici di sorveglianza sanitaria siano stati attivati nei loro confronti.
Attraverso l’interrogazione voglio inoltre sapere se le Aziende sanitarie territoriali competenti abbiano effettuato sopralluoghi e verifiche igienico-sanitarie, anche rispetto alla disponibilità di acqua potabile, alla ventilazione degli ambienti e all’assistenza delle persone più esposte ai rischi legati alle alte temperature.
Il caldo estremo non è infatti un problema isolato. Quando si somma al sovraffollamento, alle condizioni strutturali spesso inadeguate degli istituti e alla riduzione delle attività trattamentali durante l’estate, aumenta il rischio di disidratazione, colpi di calore, aggravamento delle patologie croniche, crisi psichiatriche, atti di autolesionismo, tentativi di suicidio e tensioni all’interno delle strutture.
Il carcere di Montacuto, come recentemente ricordato anche dal Garante regionale dei diritti della persona, si trova già in una grave situazione di sovraffollamento. Criticità sono note anche negli istituti di Fermo, Pesaro e Marino del Tronto, ad Ascoli Piceno. È quindi evidente la necessità di rafforzare gli interventi a tutela della salute e della dignità delle persone detenute.
La prevenzione di questi rischi rientra pienamente nelle competenze del Servizio sanitario regionale. La Regione ha istituito un sistema di coordinamento della sanità penitenziaria e un Tavolo regionale di confronto con l’Amministrazione penitenziaria, il Garante regionale dei diritti della persona e gli altri soggetti istituzionali competenti.
Questi strumenti devono essere utilizzati concretamente per monitorare le criticità e promuovere interventi condivisi. La salute e la dignità delle persone private della libertà non possono essere considerate diritti di minore importanza, neppure nelle condizioni più difficili.
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