Agricoltura, dalle radici il futuro

Ho partecipato all’assemblea regionale della CIA – Confederazione Italiana Agricoltori delle Marche. Un’occasione di confronto importante, perché l’agricoltura non è un settore tra gli altri: è territorio, identità, lavoro, qualità della vita.
Nel mio intervento ho provato a mettere alcuni punti fermi:
– sostenibilità reale che tenga insieme ambiente e reddito. Perché senza reddito agricolo non c’è sostenibilità che regga;
– sostegno alle aziende non industriali, familiari, alle realtà diffuse che tengono vive le colline e le aree interne. Perché e’ lì che si custodisce la qualità marchigiana:
– no a un Mercosur squilibrato, che espone i nostri agricoltori a una concorrenza senza reciprocità. Non si possono imporre regole rigide qui e poi aprire a prodotti che non rispettano gli stessi standard.
– innovazione sì, ma con trasparenza: sulle nuove tecniche genomiche serve garantire tracciabilità, informazione e libertà di scelta per agricoltori e consumatori. È il senso della mozione che ho presentato ieri in Consiglio regionale.
L’agricoltura marchigiana non chiede privilegi.
Chiede condizioni giuste per lavorare, competere e continuare a custodire il territorio.
Per questo credo che oggi più che mai serva una alleanza vera tra istituzioni e mondo agricolo, fatto di scelte concrete, ascolto continuo e dresponsabilità condivisa.
Dalle radici nasce il futuro. Ma solo se quelle radici le difendiamo insieme
