La partecipazione è stata d’argine. Oggi è un’alba, nel segno della Costituzione

Non considero questo risultato una vittoria di parte. Lo considero, prima di tutto, un punto fermo nel rapporto tra istituzioni, diritti e democrazia.

Il verdetto consegnato dalle urne sulla separazione delle carriere in magistratura e sulla riforma della giustizia segna un passaggio politico chiaro. Durante la campagna referendaria ho sostenuto con convinzione le ragioni del No, per strada e in tante iniziative pubbliche di confronto. L’ho fatto perché ero convinto, e resto convinto, che in gioco non ci fosse soltanto una questione tecnica o ordinamentale, ma un’idea precisa di equilibrio democratico.

C’è però un elemento che porto con me da questo percorso, ed è forse quello più incoraggiante: la partecipazione. Ho incontrato tante persone, spesso giovani, attente, informate, esigenti. Non spettatori, ma protagonisti. Ed è anche per questo che questo voto ha rappresentato un argine importante.

In questi mesi, infatti, non abbiamo discusso soltanto di norme tecniche. Si è affacciata in modo sempre più esplicito, da parte del governo di centrodestra, una linea politica che tende a mettere in discussione l’indipendenza della magistratura e, più in generale, a modificare gli equilibri istituzionali attraverso una sequenza di riforme che rischiano di spostare in avanti il baricentro del potere.

Per questo il risultato del referendum parla in modo netto. Ci dice che la Costituzione non è un ostacolo da aggirare o da superare, ma il quadro entro cui ogni riforma deve muoversi. Senza forzature, senza scorciatoie, senza la tentazione di riscrivere gli equilibri fondamentali della Repubblica in nome di esigenze contingenti o di convenienze politiche del momento.

Le riforme servono, certo. Ma servono riforme che rafforzino la democrazia, non che la rendano più fragile. Servono riforme capaci di tenere insieme equilibrio tra i poteri, tutela dei diritti e qualità delle istituzioni.

Per questo penso che quello di oggi possa essere l’inizio di una nuova stagione politica: più rigorosa nel rispetto della Costituzione, più attenta all’equilibrio tra i poteri, più capace di tenere insieme diritti, giustizia e qualità della democrazia.

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