Subito un esposto in Procura sulla presunta dispersione di plasma nella sanità marchigiana


Nelle ultime ore è emersa una notizia che, se confermata, sarebbe di una gravità inaudita: la presunta dispersione di 6 quintali di plasma, finiti nel circuito dei rifiuti, nonostante la Regione sarebbe stata informata da settimane delle gravi criticità presenti nell’officina trasfusionale regionale.

Si tratta di una vicenda che colpisce profondamente, perché mette a nudo i limiti strutturali della sanità marchigiana e chiama la Giunta regionale a rispondere con la massima urgenza.

Per questo motivo sto già predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica.

Secondo quanto ricostruito da un’inchiesta giornalistica, già rilanciata anche a livello nazionale, lo spreco di circa 1.600 sacche di plasma donate da migliaia di cittadini sarebbe riconducibile a gravi errori gestionali e a carenze di organico. Se così fosse, ci troveremmo di fronte alle conseguenze dirette di scelte politiche precise, delle quali questo governo di centrodestra dovrebbe assumersi fino in fondo la responsabilità.

Da quanto apprendiamo, sarebbero stati ignorati ripetuti allarmi tecnici provenienti dall’interno delle strutture ospedaliere. È un elemento che, da solo, rende ancora più inquietante questa vicenda. Quando segnali interni vengono trascurati, quando chi lavora nei servizi lancia l’allarme e non viene ascoltato, il rischio è che a pagare siano i cittadini e, in questo caso, persino un materiale salvavita frutto della generosità dei donatori.

Le officine trasfusionali, nelle quali convergono sangue e plasma raccolti, si sarebbero rivelate gravemente carenti di personale, ridotto ai minimi termini e costretto spesso a lavorare in condizioni di precarietà. È una situazione che avrebbe prodotto un vero e proprio imbuto organizzativo, fino al possibile spreco di plasma che avrebbe potuto essere utilizzato per curare e salvare vite.

Da cittadino marchigiano, prima ancora che da consigliere regionale, mi auguro che questa notizia venga smentita al più presto. Ma se non sarà così, sarà necessario accertare ogni responsabilità fino in fondo, senza sconti per nessuno.

Perché la sanità pubblica non può essere piegata dall’improvvisazione, dai tagli, dalla disorganizzazione o dall’indifferenza. E perché il dono dei cittadini merita rispetto, tutela e serietà assoluta.

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