Banchinamento del Clementino, la Regione prenda atto che è un progetto rischioso e impattante


Prendo atto che la Giunta sta finalmente iniziando a riconoscere quanto il banchinamento del Molo Clementino sia impattante e rischioso per Ancona e per l’intero territorio. Ha ribadito che l’elettrificazione delle banchine resta una condizione indispensabile per la realizzazione del progetto: un punto ineludibile, che richiede ancora chiarimenti su cronoprogramma, costi e reale fattibilità. È una consapevolezza che inizia finalmente a emergere con maggiore nettezza, dopo settimane e mesi di posizioni opache e continui rimandi di responsabilità. Ora però la Regione è inchiodata alle proprie responsabilità ed è sempre più in difficoltà nel prendere le parti di un progetto insostenibile.

Nel corso della discussione in Consiglio regionale della mia interpellanza sull’indirizzo politico e amministrativo della Regione Marche rispetto al progetto dell’hub per le mega crociere nel porto storico di Ancona, l’assessore Giacomo Bugaro ha dato una risposta che resta piuttosto vaga. Eppure appare sempre più evidente che la Giunta abbia ben presenti le macroscopiche criticità di questo progetto e stia iniziando a prendere le distanze, rimandando tutto al parere tecnico del Ministero.

Apprendo che la Regione si è coordinata con altri enti per elaborare le proprie osservazioni, in un quadro certamente complesso. A questo punto attendo che tali osservazioni vengano trasmesse al Mase per integrare le valutazioni Via-Vas. Dopo quella data capiremo se questa Giunta regionale si sarà davvero schierata dalla parte degli interessi del territorio e della sua tutela ambientale, paesaggistica e sociale.

Il banchinamento esterno del Molo Clementino è una scelta infrastrutturale che incide direttamente sul rapporto tra porto e città, e quindi sul futuro del capoluogo. A contrastarla non è solo una larga parte della cittadinanza anconetana, ma anche forze politiche di orientamenti diversi. Lo stesso sindaco di Ancona, Silveti, si è dichiarato in più occasioni pubbliche fortemente contrario all’opera.

La Regione Marche non è spettatrice di questo processo, pur inserito in una procedura statale, ma ha il dovere di esprimere valutazioni tecniche su salute, ambiente e sostenibilità del progetto. Le risposte dell’assessore restano ancora elusive, ma parliamo di un’opera fortemente intrusiva, le cui ricadute su ambiente e territorio vanno valutate in modo complessivo, alla luce delle numerose criticità che la caratterizzano.

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