Ancona Capitale della Cultura 2028: un milione dalla Regione, ora servono certezze su risorse, tempi e spazi


La Regione Marche ha previsto un cofinanziamento di un milione di euro: risorse importanti che devono accompagnarsi a un impegno concreto nel monitoraggio del progetto, nella definizione di una road map condivisa e, se necessario, nel sostegno al Comune per superare eventuali difficoltà.

Ancona Capitale italiana della Cultura 2028 rappresenta un grande riconoscimento per la nostra città e per tutte le Marche. Un risultato raggiunto grazie a un percorso collettivo costruito negli anni, che ora deve tradursi in progetti concreti, investimenti e opportunità per il territorio.

Nel dossier della candidatura è previsto un cofinanziamento della Regione Marche di un milione di euro, destinato alla programmazione culturale e alla promozione, all’interno di un quadro complessivo di entrate pari a 7 milioni di euro.

È una cifra importante, che rende necessario chiarire fin da subito quali risorse siano state effettivamente deliberate, impegnate o erogate e con quali tempi sarà garantita l’intera quota regionale.

Per questo ho presentato un’interrogazione a risposta orale alla Giunta regionale, chiedendo anche quali verifiche e interlocuzioni siano già state avviate con il Comune di Ancona e se siano emerse criticità organizzative, finanziarie o legate alla disponibilità degli spazi.

Non possiamo permetterci di arrivare a ridosso del 2028 con problemi ancora irrisolti. Gli operatori culturali hanno più volte chiesto segnali concreti, risorse certe, luoghi adeguati e condizioni organizzative che consentano di programmare le attività con il necessario anticipo.

Uno dei nodi più delicati riguarda proprio gli spazi culturali della città.

La Mole Vanvitelliana sarà uno dei luoghi centrali di Ancona 2028, ma il Comune ha stabilito che alcuni interventi di miglioramento sismico saranno realizzati soltanto dopo la conclusione dell’anno della Capitale della Cultura.

C’è poi la questione della Biblioteca Benincasa. A maggio l’amministrazione comunale indicava il 30 agosto 2026 come termine per il completamento del cantiere, cui avrebbero dovuto seguire gli allestimenti e la ricollocazione del patrimonio librario. La riapertura viene invece ora indicata nel 2027.

Sono questioni che meritano attenzione, perché la disponibilità degli spazi è strettamente legata alla capacità di organizzare gli eventi, coinvolgere gli operatori culturali e realizzare concretamente i progetti previsti dal dossier.

Con la mia interrogazione ho quindi chiesto alla Regione di verificare lo stato di avanzamento del programma, individuare eventuali criticità e valutare la possibilità di concordare con il Comune una road map dei passaggi decisivi verso il 2028, con scadenze e responsabilità definite.

Ho chiesto inoltre se la Giunta ritenga opportuno mettere a disposizione un affiancamento tecnico, organizzativo e finanziario, promuovendo anche un confronto con le realtà culturali coinvolte nel progetto.

Non si tratta di sovrapporsi alle competenze del Comune, ma di mettere tutte le istituzioni nelle condizioni di contribuire alla buona riuscita di un appuntamento che riguarda l’intera regione.

Ancona 2028 è un’occasione straordinaria, che non può essere affrontata con ritardi, incertezze o improvvisazioni. Serve un impegno condiviso, una programmazione trasparente e la capacità di affrontare subito le difficoltà, prima che possano compromettere o ridimensionare le ambizioni del progetto.

La Regione Marche ha scelto di investire un milione di euro. Ora deve fare la propria parte fino in fondo, affinché questo riconoscimento diventi un’opportunità reale e duratura per Ancona, per il suo patrimonio culturale e per tutta la comunità.

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