Officina Trasfusionale di Torrette: il Polo unico regionale è davvero operativo? Servono risposte su personale, riorganizzazione e prestazioni non pagate

Dopo le gravi criticità emerse nei mesi scorsi all’Officina Trasfusionale di Torrette, è necessario capire se la riorganizzazione annunciata dalla Regione Marche sia stata effettivamente realizzata e se siano state risolte le carenze che avevano contribuito alla crisi. Per questo ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo dati precisi sul funzionamento del Polo unico, sul personale disponibile e sul pagamento delle prestazioni aggiuntive effettuate durante l’emergenza.
Con la delibera n. 509 dell’11 maggio 2026, la Regione ha approvato le linee guida per il nuovo modello organizzativo del Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT), prevedendo una maggiore autonomia organizzativa per l’Officina Trasfusionale, individuata come Polo unico regionale.
L’attuazione della riforma è stata affidata all’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e alla Direzione del DIRMT, mentre il monitoraggio spetta al Dipartimento Salute e all’Agenzia Regionale Sanitaria.
Sono trascorsi oltre quattro mesi e non possiamo accontentarci degli annunci. Dobbiamo verificare cosa sia realmente cambiato: se il regolamento organizzativo sia stato adottato, se il Polo unico sia pienamente operativo, quale organico sia stato previsto e quanti professionisti vi lavorino effettivamente.
Il personale rappresenta uno dei nodi principali ancora da chiarire.
Il 15 settembre la Fp-Cgil di Ancona ha denunciato che, durante l’emergenza tra marzo e maggio, tecnici provenienti anche da altre aziende sanitarie regionali avrebbero svolto ore aggiuntive all’Officina Trasfusionale per garantire le lavorazioni ed evitare ulteriori sprechi di plasma. Secondo il sindacato, quelle prestazioni non erano ancora state retribuite e restavano irrisolte sia la definizione dell’organico necessario sia la concreta organizzazione del Polo unico.
Chi ha contribuito ad affrontare l’emergenza deve vedere riconosciuto e retribuito il proprio lavoro. Ho quindi chiesto alla Giunta di chiarire se tutte le prestazioni aggiuntive siano state liquidate e, in caso contrario, quali siano le ragioni dei ritardi.
Ma sarebbe un errore ridurre tutto alla questione dei compensi non pagati.
Il problema principale è capire se siano state rimosse le cause organizzative che avevano contribuito alla crisi dell’Officina Trasfusionale, quando erano emerse gravi difficoltà nella lavorazione e nella gestione del plasma.
A maggio, il Consiglio regionale ha respinto la proposta di istituire una Commissione d’inchiesta sulla gestione dei processi di raccolta, lavorazione e smaltimento del sangue. Una scelta che rende ancora più importante ottenere oggi risposte puntuali dalla Giunta.
Con la mia interrogazione chiedo quindi di conoscere lo stato effettivo di attuazione della riforma, la dotazione organica prevista e quella realmente disponibile, l’esito delle verifiche svolte dal Dipartimento Salute e dall’Agenzia Regionale Sanitaria e se, dopo l’emergenza, si siano verificate ulteriori criticità nella gestione del plasma.
La riorganizzazione non può restare soltanto sulla carta. Occorrono personale adeguato, responsabilità organizzative definite, controlli efficaci e garanzie sulla continuità e sulla sicurezza delle lavorazioni.
Dopo quanto accaduto a Torrette, la Regione ha il dovere di dimostrare, con dati e risultati verificabili, che il sistema trasfusionale marchigiano sia stato realmente messo nelle condizioni di funzionare in modo sicuro ed efficiente.
