Scuola, gli studenti meritano ascolto. Serve più dialogo tra istituzioni e giovan

Ho portato in Consiglio regionale due interrogazioni nate dalle richieste e dalle difficoltà segnalate dagli studenti: il malessere psicologico, i problemi dei trasporti e degli edifici scolastici, ma anche la necessità di ripensare il calendario scolastico, distribuendo in modo più equilibrato le pause didattiche. L’obiettivo è dare voce ai giovani e costruire un confronto concreto con le istituzioni.
La scuola deve essere un luogo in cui ragazze e ragazzi possano studiare, crescere e vivere serenamente. Per questo ritengo fondamentale ascoltare direttamente gli studenti, soprattutto quando sono loro stessi a individuare problemi e avanzare proposte per migliorare la qualità della vita scolastica.
In Consiglio regionale abbiamo discusso due mie interrogazioni, la n. 213 e la n. 293, dedicate alle criticità segnalate dalla Consulta provinciale degli studenti di Ancona e alla distribuzione delle pause nel calendario scolastico regionale 2026/2027.
La prima interrogazione nasce direttamente dai risultati del progetto “La Consulta in Ascolto”, promosso dalla Consulta provinciale degli studenti di Ancona.
Dall’iniziativa sono emerse difficoltà molto concrete: un diffuso malessere emotivo tra ragazze e ragazzi, la carenza di spazi strutturati di ascolto psicologico nelle scuole, problemi nei trasporti pubblici e criticità nelle condizioni degli edifici scolastici.
In particolare, gli studenti hanno segnalato ritardi e sovraffollamento dei mezzi, collegamenti insufficienti con le aree interne e difficoltà legate alla manutenzione e all’adeguatezza degli spazi scolastici.
Sono questioni che incidono direttamente sul diritto allo studio e sul benessere quotidiano di migliaia di giovani.
Con la mia interrogazione ho chiesto alla Regione di aprire un confronto diretto con la Consulta provinciale degli studenti e di coinvolgere la Provincia, gli istituti scolastici e l’Ufficio scolastico regionale per affrontare le criticità segnalate, a partire dalle condizioni degli edifici.
Quando i giovani avanzano proposte su come studiare e vivere meglio, ascoltarli non è soltanto un dovere della politica, ma un’opportunità democratica. Non possiamo ridurre queste richieste a un confronto burocratico: occorre costruire un dialogo continuativo, nel quale gli studenti siano riconosciuti come interlocutori attivi delle istituzioni.
La seconda interrogazione riguarda invece il calendario scolastico regionale 2026/2027.
Quest’anno diverse festività cadono nei fine settimana e le sospensioni delle attività didattiche risultano concentrate quasi esclusivamente nei periodi di Natale e Pasqua, lasciando lunghi intervalli consecutivi di lezioni.
Ho chiesto quindi alla Regione di valutare, attraverso un confronto più diretto con studenti, famiglie e comunità scolastiche, una distribuzione più equilibrata delle pause didattiche, capace di tenere insieme il benessere psicofisico degli studenti, le esigenze educative e quelle della programmazione regionale.
Non si tratta semplicemente di aggiungere giorni di vacanza, ma di riflettere su un’organizzazione dei tempi scolastici che tenga maggiormente conto delle necessità di chi la scuola la vive ogni giorno.
Dopo la discussione delle due interrogazioni e le risposte ricevute in Aula, continuerò a seguire gli impegni assunti dalla Regione, a partire dalle richieste arrivate direttamente dagli studenti.
La partecipazione dei giovani non può essere soltanto un principio da richiamare nelle occasioni ufficiali. Deve diventare una pratica concreta di ascolto e confronto. Perché una scuola migliore si costruisce anche dando spazio alla voce di chi la frequenta ogni giorno.
