Ancona ha bisogno di presenza educativa, sostegno alle scuole e alle famiglie, non di scenografie militari


L’uscita del vicesindaco Zinni non è una soluzione, è la prova provata che chi governa oggi Ancona non sa come affrontare i temi della sicurezza urbana e del disagio giovanile. Altro che ‘modello di buon governo’: siamo alla resa, per di più rumoreggiata a mezzo stampa.

Non posso che replicare così alle dichiarazioni del vicesindaco e assessore Zinni, in merito alla possibilità di dispiegare l’esercito in centro per contrastare il fenomeno della violenza giovanile. Prospettive esternata da Giovanni Zinni dopo che come consigliere regionale ed ex Garante dei minori e avvocato mi sono espresso sulla necessità di prendere atto del problema sociale che la città sta vivendo, nei ricorrenti episodi di teppismo dei cosiddetti “maranza”, in modo da capirne le cause per trovare le adeguate soluzioni.

Si sono presentati come quelli dell’ordine, delle risposte rapide, del cambio di passo. Oggi scopriamo che, dietro gli slogan, c’era il vuoto. Chiedere i militari significa ammettere che non si è stati in grado di programmare prevenzione, presidiare i quartieri, sostenere le scuole, investire in politiche giovanili, costruire spazi di aggregazione e reti sociali. Si salta direttamente ai blindati perché tutto ciò che andrebbe fatto non sono capaci di farlo. La propaganda della destra ha alimentato per anni le paure. Ora che governano, si accorgono che la realtà è complessa e richiede competenze. E la loro risposta qual è? Non rafforzare servizi sociali, educatori, politiche pubbliche, ma invocare l’esercito. È la scorciatoia di chi non ha una visione e la maschera con l’autoritarismo e la repressione.

Nel frattempo, dalla stessa maggioranza arrivano sermoni moralistici, pacche sulle spalle e auto assoluzioni: tutti pronti a rivendicare ‘avevamo ragione’, nessuno disposto ad ammettere che siamo di fronte a un clamoroso fallimento amministrativo. Si parla di ‘legalità’ come se fosse uno slogan pubblicitario, ma si dimentica che legalità significa prevenzione, inclusione, contrasto alle cause dei fenomeni, non solo spettacolarizzazione delle conseguenze, in chiave law and order. La verità è semplice: proprio su uno dei temi su cui la destra, anche nella nostra città, ha maggiormente speculato, alimentando le paure sulla sicurezza urbana, oggi mostra la propria inadeguatezza. Non ha costruito strumenti, non ha investito sul sociale, non ha programmato politiche giovanili, non ha affrontato seriamente la questione delle marginalità. E ora, senza idee, chiede ai militari di coprire il proprio vuoto politico. Ancona non ha bisogno di scenografie militari. Ha bisogno di amministratori capaci, di prevenzione, di lavoro serio nei quartieri, di presenza educativa, di sostegno alle famiglie e alle scuole, di forze dell’ordine messe in condizione di operare con intelligenza e continuità, non usate come comparse per fare propaganda.

Invocare l’esercito non è la soluzione. È lo spot che annuncia il fallimento di coloro che oggi governano, protagonisti di una stagione politica che continua a offrirci solo chiacchiere e distintivo.

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