Difendiamo ambiente e qualità della vita nel cuore di Ancona: no al banchinamento del Molo Clementino

Per l’ambiente, per l’aria che respiriamo e per la mobilità cittadina, per la tutela di luoghi storici e identitari, per la vivibilità e la qualità della vita ad Ancona: il banchinamento del Molo Clementino non è, a mio avviso, un progetto sostenibile.
Intervengo su un tema decisivo per il futuro della città, quello del possibile hub delle giga crociere nella parte più storica dello scalo dorico, mentre mancano 105 giorni al verdetto del Ministero della Transizione Ecologica sulla definitiva approvazione del progetto.
La mia posizione è coerente con il programma elettorale che la coalizione di Centrosinistra ha presentato agli elettori alle elezioni regionali, nel quale era indicata con chiarezza la contrarietà all’attracco delle grandi navi al Molo Clementino. Come Alleanza Verdi e Sinistra resto saldo su questo punto, per rispetto degli elettori e degli impegni assunti.
Ciò che contestiamo è la scelta di collocare queste navi ai piedi del Guasco, in pieno centro storico, davanti all’Arco di Traiano. È una soluzione rispetto alla quale restano ancora troppe questioni opache sull’impatto complessivo per la città: dalle emissioni e dall’inquinamento atmosferico, alla concreta fattibilità dell’elettrificazione delle banchine, fino allo stress che l’area portuale e i quartieri del centro storico subirebbero per l’aumento del traffico.
Qui è in gioco un cambiamento morfologico irreversibile. Ancona rischia di essere separata da un’area archeologica, storica, di passeggio e di vita comunitaria come il Molo Clementino, cioè da un pezzo essenziale del proprio tessuto urbanistico e della propria storia. Tutto questo a fronte di un impatto ambientale che presenta ancora elementi da chiarire e che ricadrebbe sull’intera comunità.
Ora che la nuova proposta di variante è stata consegnata, la Regione è tra i principali enti portatori di interesse che, insieme al Comune di Ancona, potranno depositare entro 60 giorni le proprie osservazioni, in vista del parere definitivo della Via/Vas.
Il Comune di Ancona, attraverso le parole del sindaco Silvetti, ha già più volte manifestato la propria contrarietà al progetto. Ora anche la politica regionale deve fare la sua parte, per difendere i diritti dei cittadini su ambiente e salute davanti a prospettive di sviluppo che appaiono controverse.
Per questo voglio organizzare e prendere parte a iniziative partecipate sul territorio e procedere a tutte le azioni possibili sul piano istituzionale.
