Discarica di Riceci: la Regione difenda i propri atti e chiarisca il ruolo di Marche Multiservizi

La vicenda della discarica di Riceci rappresenta un banco di prova della capacità della Regione Marche di difendere il proprio ruolo nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e del territorio.
Per questo, insieme ai consiglieri del Partito democratico Micaela Vitri, Maurizio Mangialardi, Antonio Mastrovincenzo, Fabrizio Cesetti e Anna Casini Piergallini, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Giunta regionale di difendere con coerenza le decisioni già assunte sul progetto della discarica prevista nel Comune di Petriano.
Da una parte abbiamo infatti la Regione e gli altri enti pubblici coinvolti nel procedimento, che hanno espresso a più riprese valutazioni negative sul progetto. Dall’altra c’è Aurora S.r.l., società sammarinese che ha deciso di portare quelle decisioni davanti al Consiglio di Stato e che vede tra i propri soci Marche Multiservizi, società partecipata da numerosi enti pubblici territoriali.
Si determina così una contraddizione evidente: una partecipata pubblica risulta coinvolta in un’iniziativa giudiziaria diretta a contestare atti adottati da amministrazioni pubbliche proprio per tutelare il territorio.
La Regione Marche ha già assunto una posizione netta, negando attraverso il Paur, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale, l’autorizzazione alla realizzazione della discarica. Una decisione che è stata successivamente confermata dal Tar Marche, che ha respinto il ricorso presentato da Aurora.
A questo diniego si è aggiunta la dichiarazione di notevole interesse pubblico del “Paesaggio collinare di Riceci e Montefabbri”, promossa ancora una volta dalla Regione Marche. Anche questo provvedimento è stato impugnato da Aurora davanti al Tar e anche in questo caso il ricorso è stato respinto.
La società ha quindi presentato due distinti appelli al Consiglio di Stato: uno contro la sentenza relativa al diniego del Paur e l’altro contro il vincolo paesaggistico sull’area di Riceci e Montefabbri.
Siamo dunque davanti a una vicenda che riapre un fronte molto delicato, anche alla luce del ruolo ricoperto da Marche Multiservizi all’interno di Aurora S.r.l.
Marche Multiservizi è infatti una società a partecipazione pubblica, con una presenza significativa degli enti territoriali. Il Comune di Pesaro detiene il 25,31% del capitale sociale, la Provincia di Pesaro e Urbino l’8,62%, mentre ulteriori quote appartengono al Comune di Urbino, a numerosi altri Comuni della provincia e alle Unioni montane.
È evidente che il contenzioso promosso da Aurora coinvolge anche una partecipata pubblica chiamata a gestire servizi fondamentali per i cittadini, tra cui il ciclo dei rifiuti. Per questo è necessario fare piena chiarezza sulla coerenza tra gli indirizzi degli enti pubblici soci e le iniziative assunte nell’ambito di questa vicenda giudiziaria.
Una società partecipata pubblica non può muoversi in contrasto con le scelte adottate dalle istituzioni per tutelare l’ambiente e il paesaggio, senza che gli enti soci si interroghino sulle proprie responsabilità e sugli indirizzi impartiti.
Nella nostra interrogazione chiediamo quindi alla Giunta regionale se intenda costituirsi in entrambi i giudizi promossi da Aurora S.r.l. davanti al Consiglio di Stato, difendendo gli atti già adottati dalla Regione.
Chiediamo inoltre che venga promosso un confronto istituzionale con il Comune di Pesaro, la Provincia di Pesaro e Urbino e gli altri soci pubblici di Marche Multiservizi, per verificare la coerenza degli indirizzi seguiti fino a oggi e chiarire definitivamente il ruolo della società nella vicenda della discarica di Riceci.
La tutela del territorio non può essere affidata a dichiarazioni di principio. La Regione deve difendere concretamente i propri provvedimenti e gli enti pubblici soci di Marche Multiservizi devono assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte compiute dalle società a cui partecipano.
