Dopo Il Voto In Toscana, Con Lucidità


La vittoria in Toscana è davvero una buona notizia per il Centrosinistra.

Rappresenta un segnale di fiducia: ha vinto una proposta credibile, radicata, capace di tenere insieme competenza e vicinanza ai territori.

Da consigliere regionale delle Marche, dove poche settimane fa abbiamo conosciuto un esito diverso, non posso che leggere questo risultato con sentimenti intrecciati. La soddisfazione, certo, ma anche la riflessione.

Perche’ resta un dato preoccupante che nessuna vittoria può nascondere: l’astensionismo.

Una parte crescente del Paese sceglie di non votare, non per indifferenza, ma per sfiducia.

Perché non si sente ascoltata, perché non trova più nelle istituzioni la risposta ai propri bisogni o alle proprie inquietudini.

Questo è il vero nodo da affrontare.

In un romanzo di qualche anno addietro intitolato “Saggio sulla lucidità”, il grande scrittore portoghese, premio Nobel, José Saramago raccontava di un Paese in cui quasi tutti non votavano più.

Non per distruzione, ma per chiedere che la democrazia tornasse a essere reale, non formale.

Una provocazione letteraria, certo, ma che ci riguarda da vicino: perché ci ricorda che la partecipazione non è un dato acquisito, ma un legame da ricostruire.

Essere lucidi, oggi, significa questo:

capire che ogni astensione è una voce che chiede di essere riascoltata.

E che la politica deve tornare a essere un luogo in cui ci si riconosce, non una scena che si osserva da lontano.

Per chi, come noi nelle Marche, ha vissuto una sconfitta recente, è uno stimolo a ripartire.

Con più realismo, più ascolto e, appunto, più lucidità.

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