Falesia San Michele-Sassi Neri: la Regione avvii un piano strutturato per la salvaguardia di tutta la costa del Conero. Non bastano soluzioni tampone

Chiedo alla Giunta regionale un monitoraggio costante e una risposta strutturata per mettere in sicurezza la falesia di San Michele-Sassi Neri e l’intera costa del Conero. Ho presentato un’interrogazione sugli aggiornamenti dei progetti di difesa del versante costiero di Sirolo, a seguito degli eventi franosi delle scorse settimane.
Nella risposta della Regione si parla di tempi e risorse ancora incerti, mentre è necessario prendere atto dell’urgenza di un cambio di passo. Serve un piano con tempistiche certe, fondato su un percorso serio di conoscenza e controllo.
Gli studi dell’Ispra ci dicono che l’erosione costiera è un fenomeno destinato a intensificarsi anche in relazione agli effetti dell’emergenza climatica. Il problema non riguarda soltanto Sirolo, ma l’intero tratto fino ad Ancona, con i suoi costoni rocciosi e le sue rupi. Proprio per questo è insufficiente continuare a rincorrere le emergenze, intervenendo di volta in volta su sollecitazione dei Comuni e senza riuscire nemmeno a garantire le risorse minime richieste.
La stagione di quest’anno è ormai compromessa, ma dalla risposta della Giunta emerge che anche la prossima rischia di restare appesa all’incertezza. Per ora si prospettano interventi a lunga scadenza, scollegati tra loro e privi di una regia complessiva. Serve invece un’assunzione di responsabilità più forte.
Ogni opera di contrasto all’erosione costiera ha una sua specificità e deve essere valutata con attenzione, anche sotto il profilo ambientale. Non bastano soluzioni tampone. La Regione deve dotarsi di un piano approfondito e ben congegnato per la salvaguardia della nostra costa, con le sue fragilità e bellezze.
