Spot per le Marche nella trasmissione Dalla parte degli animali. Nobili, Caporossi e Vitri chiedono "chiarezza sui criteri dell’affidamento"


Piena chiarezza sull’affidamento disposto da Atim in favore di Ddl Entertainment S.r.l. per servizi di promozione territoriale all’interno della trasmissione televisiva “Dalla parte degli animali”, in onda sulle reti Mediaset. È quanto chiedono i consiglieri regionali Andrea Nobili (Avs), Michele Caporossi (Progetto Marche Vive) e Micaela Vitri (Pd) con un’interrogazione alla Giunta regionale.

Al centro dell’atto ci sono i criteri adottati per l’acquisto di tre servizi televisivi da due minuti ciascuno, per un importo di 30 mila euro oltre Iva, alla voce “Acquisto di beni e servizi”, in favore della società romana Ddl Entertainment S.r.l. L’affidamento è stato disposto nel 2023 da Atim – Agenzia per il turismo e per l’internazionalizzazione delle Marche.

Gli esponenti dell’opposizione chiedono trasparenza sull’operazione alla luce delle controversie sollevate dalla trasmissione giornalistica “Report” e dalla stampa nazionale, relative ai rapporti economici tra la galassia Leidaa – Lega italiana difesa animali e ambiente – e la trasmissione “Dalla parte degli animali”, ideata e condotta dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla. A queste si aggiungono le notizie riguardanti ipotesi di false fatturazioni che coinvolgerebbero la stessa trasmissione.

“Fermo restando il principio costituzionale di presunzione di innocenza e il carattere non definitivo di ogni contestazione, chiediamo trasparenza sull’intera operazione – spiegano i consiglieri – perché ogni scelta che riguarda risorse pubbliche deve essere fondata su criteri chiari, verificabili e coerenti con l’interesse generale. Vogliamo conoscere gli atti amministrativi, le procedure seguite, gli obiettivi pubblici perseguiti e i risultati attesi in termini di promozione del territorio”.

“Proprio per questo – proseguono Nobili, Caporossi e Vitri – riteniamo necessario sapere se l’affidamento sia rientrato tra gli atti esaminati nell’ambito delle verifiche interne su Atim, se siano state riscontrate criticità, irregolarità o carenze documentali e se eventuali profili siano stati trasmessi ad Anac, alla Corte dei conti o ad altri organi competenti”.

Un altro punto dell’interrogazione riguarda il mancato coinvolgimento delle associazioni marchigiane impegnate nella tutela degli animali. Secondo i consiglieri, in presenza di risorse pubbliche destinate a iniziative legate al mondo animale, sarebbe stato opportuno prevedere forme di consultazione o di valorizzazione delle realtà che operano stabilmente nei canili, nei gattili, nei rifugi e nelle attività di contrasto al randagismo.

“È legittimo promuovere il territorio anche attraverso format televisivi – concludono i firmatari – ma non si può ignorare chi nelle Marche lavora ogni giorno per la tutela degli animali. La Regione deve chiarire perché abbia scelto quella trasmissione e quella società, quali verifiche siano state svolte e quali iniziative intenda assumere per rafforzare davvero le politiche territoriali di prevenzione del randagismo e di tutela degli animali d’affezione”.

Fonte: Comunicato stampa ufficio stampa Andrea Nobili 

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