Il Consiglio regionale riconosce lo stato di crisi del Tribunale per i minorenni delle Marche


La politica marchigiana riconosce lo stato di crisi della giustizia minorile. L’approvazione all’unanimità della mozione che ho presentato è un voto importante, perché il Consiglio regionale prende atto ufficialmente che le difficoltà del Tribunale per i minorenni delle Marche non sono un problema interno agli uffici giudiziari, ma una questione democratica, sociale e istituzionale che riguarda l’intera comunità marchigiana.

Con questo atto ho chiesto alle istituzioni di rispondere con strumenti adeguati alle richieste di intervento sollevate nei mesi scorsi dai magistrati di Ancona, che hanno denunciato carenze di personale, risorse e mezzi per garantire il funzionamento del Tribunale per i minorenni senza criticità e nel pieno rispetto dei diritti.

Con i minorenni il tempo è decisivo. Se gli interventi arrivano tardi, o non arrivano affatto, si riduce la possibilità di recuperare i ragazzi e le situazioni rischiano di aggravarsi. Per questo ho chiesto alla Regione di intervenire nel quadro delle proprie competenze, anche sbloccando le risorse previste dalla legge regionale 28 del 2008, e di sollecitare con forza il Governo nazionale.

Nel campo della violenza minorile la condanna deve restare l’estrema ratio. Prima devono esserci percorsi efficaci di recupero. Ma questo è possibile solo se le strutture funzionano: dal sistema giudiziario agli operatori, fino ai servizi territoriali. Non possiamo restare indifferenti al grido di allarme lanciato dal Tribunale per i minorenni delle Marche, che ha denunciato carenze di personale, attrezzature e risorse.

Ringrazio tutte le forze politiche che hanno votato questa mozione, dimostrando sensibilità istituzionale su un tema fondamentale: la giustizia minorile e la tutela dei diritti dei minorenni.

Accanto all’azione sul Tribunale per i minorenni, nella stessa seduta del Consiglio regionale ho presentato anche un’interrogazione su bullismo e cyberbullismo.

Ho chiesto di conoscere in modo preciso quali azioni siano state realizzate dalla Regione e quale lavoro abbia svolto il coordinamento regionale previsto dalla legge. Bullismo, cyberbullismo e disagio giovanile sono questioni di grande urgenza sociale. Servono dati aggiornati, monitoraggio serio, ascolto dei territori, coinvolgimento delle scuole e interventi capaci di intercettare per tempo il malessere dei ragazzi e delle ragazze.

Le istituzioni devono assumersi fino in fondo questa responsabilità.

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