Marche Cultura, dopo sei mesi aspetto ancora risposte sui contributi all’audiovisivo


Il 17 marzo scorso ho depositato un’interrogazione sui contributi erogati da Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission per sostenere la produzione audiovisiva nelle Marche.

A distanza di quasi sei mesi, quella interrogazione è ancora senza risposta.

Nei giorni scorsi ho quindi scritto formalmente al presidente della Regione Francesco Acquaroli e al presidente del Consiglio regionale Dino Latini per sollecitare un riscontro. Sei mesi per rispondere a un’interrogazione scritta sono francamente troppi, soprattutto quando le domande riguardano l’utilizzo di risorse pubbliche.

Le vicende emerse in questi giorni attorno alla governance di Fondazione Marche Cultura, comprese le tensioni sulla procedura per la scelta del nuovo direttore, rendono quelle domande ancora più attuali.

Non mi interessa entrare nelle dinamiche interne al Consiglio di amministrazione e non intendo formulare accuse in assenza di elementi. Il punto, per me, è un altro: un organismo sostenuto con denaro pubblico deve operare secondo criteri pienamente verificabili e il Consiglio regionale deve essere messo nelle condizioni di esercitare fino in fondo la propria funzione di controllo.

Quando emergono contrasti sulla governance, la risposta non può essere meno trasparenza. Deve essere esattamente il contrario.

Nella mia interrogazione ho chiesto alla Regione di chiarire quali criteri siano stati utilizzati per attribuire i finanziamenti, quali verifiche siano state effettuate sulla corretta realizzazione dei progetti sostenuti e quali ricadute economiche, occupazionali e culturali abbiano prodotto questi investimenti sul territorio marchigiano.

Sono domande semplici, ma decisive.

Credo che la Marche Film Commission possa e debba essere uno strumento importante per promuovere le Marche e costruire una vera filiera regionale dell’audiovisivo. Proprio per questo dobbiamo essere in grado di valutarne concretamente l’attività.

Non basta sapere quanti soldi sono stati stanziati. Occorre sapere come sono stati spesi, secondo quali procedure e quali risultati hanno prodotto.

Sostenere cinema e audiovisivo significa investire nella cultura, nell’occupazione, nella promozione del territorio e nella capacità delle Marche di attrarre produzioni. Ma proprio perché considero importante questo settore, ritengo indispensabile che ogni euro pubblico possa essere rendicontato e che l’efficacia delle politiche adottate possa essere verificata.

Per questo continuo a chiedere una risposta alla mia interrogazione.

Dopo quasi sei mesi, ulteriori rinvii sarebbero difficilmente comprensibili. E alla luce di quanto sta accadendo all’interno della Fondazione, credo che la Regione dovrebbe considerare la trasparenza non come un fastidio o un adempimento burocratico, ma come il primo strumento per tutelare la credibilità stessa di Marche Cultura e delle istituzioni che la finanziano.

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