Pale eoliche a Sassoferrato, il modello di transizione proposto è sbagliato


Mi sono recato sul posto, accompagnato da un grande amante delle nostre montagne, Marco Giulietti, per capire meglio.
E ho deciso di aderire, con convinzione, alla petizione contro il megaimpianto eolico sul Monte Miesola, tra Sassoferrato e Fabriano.
Non perché sia contrario alle energie rinnovabili – anzi: la transizione ecologica è urgente e imprescindibile – ma perché il modello proposto è sbagliato.
Trattasi di 8 gigantesche pale eoliche alte circa 200 metri, con una stazione elettrica di utenza e relative infrastrutture (strade e cavidotti) che trasformeranno permanentemente il paesaggio montano.
Un impianto di queste dimensioni, in un’area di grande valore paesaggistico e ambientale, rischia di produrre più danni che benefici: consumo di suolo, impatto su biodiversità e paesaggio, vantaggi economici concentrati lontano dai territori che ne sopportano il peso.
Serve un’altra strada: energia pulita sì, ma pianificazione intelligente, tutela delle comunità locali, partecipazione dei cittadini, investimenti nelle aree già compromesse e impianti di scala sostenibile.
La montagna marchigiana non può essere trattata come una zona sacrificabile.
Il futuro si costruisce con scelte che rispettano ambiente, paesaggio e persone.

Andrea Nobili, avvocato e candidato consigliere regionale Avs

 

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