
Un Patto per l’allevamento sostenibile nella Marche, la mia proposta
Allevamenti intensivi, occorre un Patto per l’allevamento sostenibile nelle Marche, che metta al centro la salute dei cittadini, il benessere animale, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione dei produttori virtuosi”.
L’idea nasce dopo l’incontro che si è tenuto il 2 settembre a Jesi al Circolo Cittadino, con la giornalista Rai Giulia Innocenti, il Comitato Vallesina e gli altri candidati e portavoce di Avs.
Insieme, abbiamo vissuto un momento di confronto vero e sentito: tantissime persone hanno riempito la sala, segno che il tema degli allevamenti intensivi tocca davvero la coscienza collettiva e il futuro del nostro territorio. La Regione può fare molto. L’impegno condiviso può diventare il modello di una Regione capace di unire tradizione agricola e innovazione responsabile. La partecipazione di ieri è la prova che esiste una comunità viva, consapevole e pronta a costruire insieme un’alternativa al modello intensivo che consuma territorio, acqua e aria. È anche da qui che parte il cambiamento.
Il Patto per l’allevamento sostenibile lanciato da Nobili si articola in cinque punti concreti:
- Tutela della salute pubblica – monitoraggio costante della qualità dell’aria e delle acque nelle aree a maggiore densità di allevamenti e applicazione rigorosa del principio di precauzione.
- Benessere animale – incentivare modelli di allevamento estensivo e semi-estensivo, riducendo le pratiche che provocano sofferenza e promuovendo sistemi certificati di benessere.
- Sostenibilità ambientale – limitare l’espansione degli allevamenti intensivi, ridurre le emissioni di gas climalteranti e valorizzare il riuso delle deiezioni zootecniche in ottica di economia circolare.
- Sostegno agli allevatori virtuosi – premiare con fondi regionali e accesso prioritario ai bandi europei coloro che scelgono la strada della qualità, della riduzione degli antibiotici e della tracciabilità trasparente.
- Partecipazione e trasparenza – istituire un tavolo regionale permanente con cittadini, comitati, associazioni di categoria e mondo scientifico per definire regole condivise e monitorare i risultati.
Questo Patto vuole essere un impegno politico ma anche civile: una visione collettiva per le Marche del futuro, dove agricoltura e allevamento restano un pilastro identitario ma in un equilibrio nuovo, rispettoso dell’ambiente e delle persone.


