L’opposizione in Consiglio regionale chiede l’Area Marina Protetta del Conero: “La Giunta ne sostenga subito l’istituzione. Scelta strategica per il nostro ecosistema”

L’opposizione in Consiglio regionale chiede l’Area Marina Protetta del Conero: “La Giunta ne sostenga subito l’istituzione. Scelta strategica per il nostro ecosistema”


Una presa di posizione formale della Regione Marche a sostegno dell’istituzione dell’Area Marina Protetta “Costa del Monte Conero”. Lo chiedono i consiglieri di minoranza con una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi per rafforzare il sistema marchigiano delle aree protette.

Promotore dell’iniziativa è il consigliere regionale Andrea Nobili, capogruppo di Avs. Il documento è sottoscritto inoltre da Michele Caporossi per Progetto Marche Vive, da Marta Ruggeri per il Movimento 5 Stelle, da Massimo Seri per la Lista civica Matteo Ricci e dai consiglieri del Partito democratico Leonardo Catena, Fabrizio Cesetti, Maurizio Mangialardi, Antonio Mastrovincenzo, Enrico Piergallini e Micaela Vitri.

“L’istituzione dell’Amp sarebbe un passaggio prezioso per governare meglio il sistema terra-mare delle nostre coste: meno pressione disordinata, più tutela, più qualità ambientale, più valore anche per un turismo che voglia essere davvero sostenibile e durevole nel tempo”, osserva Nobili. In particolare, ricordano i consiglieri firmatari, l’Area Marina Protetta consentirebbe una zonazione differenziata del tratto marino, la regolazione di pesca, nautica, ancoraggio e immersioni, il rafforzamento del monitoraggio e della ricerca scientifica, l’accesso a finanziamenti nazionali ed europei e la qualificazione dell’offerta turistica in chiave sostenibile.

“L’istituzione dell’Amp della Costa del Monte Conero è un obiettivo già previsto dall’ordinamento statale, nella legge quadro sulle aree protette, ma mai definitivamente attuato. Alla Regione spettano, a questo riguardo, funzioni di programmazione e indirizzo in materia. – ricordano i firmatari della mozione – In più, l’istituzione dell’Amp Costa del Monte Conero assume un rilievo strategico in un contesto dove, entro il 2030 le aree protette dovranno estendersi al 30%, come indicato da Ispra, mentre la copertura regionale attuale è ferma al 9,6%”. Non solo: come sottolineano i consiglieri di minoranza, la sua istituzione “si integrerebbe in modo funzionale con il futuro Parco nazionale del Conero, così da creare una connessione terra-mare avanzata nella difesa e nella valorizzazione degli ecosistemi”.

Nel merito, la mozione impegna la Giunta non solo a esprimere formalmente il proprio sostegno all’istituzione dell’Amp, ma anche ad assumere entro 60 giorni una formale iniziativa presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a promuovere un tavolo tecnico-istituzionale con tutti i soggetti coinvolti, a coordinare il percorso con quello del Parco nazionale del Conero, a integrare queste azioni nell’attuazione del Programma quinquennale regionale e a riferire entro 90 giorni alla Commissione assembleare competente sullo stato delle iniziative assunte.

 

Fonte: Comunicato stampa Andrea Nobili


Sicurezza e tutela dei riders: il centrosinistra presenta una mozione unitaria alla Giunta delle Marche


Tutelare la dignità di chi lavora come rider nelle consegne a domicilio è l’obiettivo della mozione che abbiamo appena depositato in Consiglio regionale e di cui sono primo firmatario, con la sottoscrizione di tutti i consiglieri del centrosinistra.

Con questa iniziativa chiediamo alla Giunta di avviare una ricognizione seria e strutturata di un settore composto da lavoratori iscritti alle piattaforme digitali. La Regione può esercitare funzioni importanti in materia di tutela della salute, sicurezza sul lavoro, formazione e programmazione socio-sanitaria: è dentro questo perimetro che va costruito un quadro di intervento per i riders.

Nello specifico, con la mozione chiediamo alla Giunta regionale di impegnarsi per un monitoraggio strutturato del fenomeno nelle Marche, così da predisporre linee tecniche di indirizzo dedicate alla sicurezza dei riders sul lavoro; di istituire un tavolo tecnico permanente con strutture sanitarie, enti locali, rappresentanze dei lavoratori e piattaforme digitali; di promuovere protocolli volontari per aree di sosta sicure, punti di supporto logistico e campagne di formazione sulla sicurezza stradale; e di valutare l’inserimento di questo tema nel Piano regionale della prevenzione.

Altre Regioni hanno già avviato strumenti normativi per la tutela di questi lavoratori digitali delle consegne. Nelle Marche, invece, finora si è fatto troppo poco. Manca ancora un quadro conoscitivo aggiornato, manca un confronto stabile, mancano strategie di prevenzione.

Come centrosinistra in Consiglio regionale presentiamo una proposta equilibrata, concreta e coerente. Ne va della dignità dei lavoratori di un settore che continuerà a crescere.


Stop crematorio Tavernelle. Decisione che dà ragione ai comitati. Avs aveva presentato una mozione. Urge approvazione Piano regionale

Stop crematorio Tavernelle, Nobili “Decisione che dà ragione ai comitati. Avs aveva presentato una mozione. Urge approvazione Piano regionale


Con un’articolata mozione, presentata il 29 dicembre scorso, avevo posto alla Giunta regionale precise e articolate richieste sulle norme di realizzazione di forni crematori nelle Marche, per chiedere maggiore programmazione e controlli e, nel frattempo, sospendere gli iter di realizzazione dei nuovi impianti. Ora ho appena appreso con soddisfazione l’annuncio del sindaco di Ancona che il crematorio di Torrette non si farà. Verrà invece scelto un altro sito.
Un’apertura che arriva dopo un lungo braccio di ferro con coloro che chiedevano un ripensamento sull’impianto, invocando, legittimamente, un referendum cittadino, a cui l’amministrazione comunale si è opposta in ogni modo. Di certo non è merito della mozione da me depositata, che avrei illustrato pubblicamente nell’immediato: mi sia consentito, quindi, di ringraziare il Comitato per il risultato ottenuto, frutto di un lavoro incredibile di tanti cittadini anconetani.

Nella mozione depositata, ho chisto l’approvazione urgente del Piano regionale dei crematori, sancita nel 2001 con una normativa nazionale ma mai accolta dalla Giunta, nonostante nel 2021 il Consiglio regionale delle Marche avesse presentato una risoluzione a riguardo.

Qualsiasi sarà il prossimo sito scelto dal Comune di Ancona per il forno crematorio, la nostra mozione resta urgente e centrale e continueremo a vigilare e a chiedere pianificazione, monitoraggi e trasparenza sui nuovi impianti.
A  tutt’oggi la Regione Marche resta priva di questo strumento fondamentale di distribuzione territoriale degli impianti e in sua assenza si procede in modo disordinato, senza criteri, Comune per Comune, con il rischio di accumulare emissioni, mettendo così da parte la tutela della salute dei cittadini, in aree già fragili.
Il punto che era stato individuato per il sito di incinerazione a Torrette è storicamente classificato come Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (Aerca).

Parliamo di una zona che da decenni concentra fumi industriali, portuali e di traffico veicolare e che dal 2015 è priva di un Piano di risanamento aggiornato. Per questo deve essere dato ampio spazio ad Arpam, affinché l’Agenzia possa valutare i modelli di dispersione nell’area e gli effetti, con piena trasparenza dei monitoraggi e rendendo pubblici i dati.

Non si può continuare a decidere senza una pianificazione regionale su impianti che hanno un impatto ambientale e sanitario rilevante. Vale per quello di Torrette, su cui si è appena fatta marcia indietro. E vale per l’individuazione dei futuri impianti. La Regione deve fare la sua parte.
La nostra richiesta di approvazione del Piano regionale, insieme alla pretesa di maggiori controlli ambientali e all’aggiornamento del Piano Aerca Ancona-Falconara, nonché alla conseguente moratoria di tutti gli iter progettuali fino a quando non si svolgano appropriati approfondimenti, nasce come atto di prudenza amministrativa e di rispetto del principio di precauzione per la salute dei cittadini, come richiesto dall’articolo 32 della Costituzione.


Mancanza di coraggio verso i diritti dei palestinesi da parte del governo regionale

Mancanza di coraggio verso i diritti dei palestinesi da parte del governo regionale


Dispiace e amareggia la mancanza di coraggio dimostrata da parte del governo regionale nel negare solidarietà e diritti verso il popolo palestinese. È il mio pensiero, dopo la bocciatura della risoluzione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, che affiancato dalle mozioni di Maurizio Mangialardi e Marta Ruggeri, ho presentato per conto della minoranza alla seduta del Consiglio regionale del 25 novembre.

La Regione Marche ha competenze e responsabilità in materia di pace e di cooperazione internazionale e tantissimi cittadini chiedono rispetto e garanzia dei diritti umani, per questo abbiamo presentato risoluzione per la Palestina, che oggi però è stata sbrigativamente respinta. Critico con fermezza questa scelta.
Nel mio intervento dal titolo Riconoscimento dello Stato di Palestina e sospensione dei rapporti tra la Regione Marche e il Governo di Israele fino al pieno rispetto del diritto internazionale”, ho ribadito la profonda indignazione per i crudeli attentati del 7 ottobre 2024 compiuti da Hamas, “e nel ricordare la nostra amicizia col popolo ebraico, condanniamo pure la strumentalizzazione di questa tragedia da parte del governo israeliano, per perpetuare massacri verso civili inermi. È urgente il riconoscimento dello stato palestinese, per la dignità del suo popolo. Lo stesso scrittore israeliano Grossman ha definito quello in atto un genocidio e la deriva criminale intrapresa dall’esercito israeliano è stata più volte denunciata dalla società civile ebraica, mentre continuano le violenze nonostante la tregua in atto”. Nella sua mozione ho chiamato la Giunta alla presa di posizione davanti a violazioni gravi dei diritti umani e internazionali, così come Nobili ha chiesto la ferma condanna del terrorismo e della violenza posta in essere da Israele nella striscia di Gaza e in Cisgiordania, la sospensione delle relazioni con enti israeliani di qualsiasi tipo, collegate allo stato israeliano, salvo che con quelle realtà d’Israele che dialogano per la pace. Né possiamo intrattenere rapporti con realtà economiche israeliane coinvolte in azioni criminali contro la popolazione palestinese della striscia di Gaza. È necessario la sospensione dei rapporti diplomatici, fino al pieno adempimento delle risoluzioni umanitarie Onu.


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