Stop crematorio Tavernelle. Decisione che dà ragione ai comitati. Avs aveva presentato una mozione. Urge approvazione Piano regionale
Stop crematorio Tavernelle, Nobili “Decisione che dà ragione ai comitati. Avs aveva presentato una mozione. Urge approvazione Piano regionale

Con un’articolata mozione, presentata il 29 dicembre scorso, avevo posto alla Giunta regionale precise e articolate richieste sulle norme di realizzazione di forni crematori nelle Marche, per chiedere maggiore programmazione e controlli e, nel frattempo, sospendere gli iter di realizzazione dei nuovi impianti. Ora ho appena appreso con soddisfazione l’annuncio del sindaco di Ancona che il crematorio di Torrette non si farà. Verrà invece scelto un altro sito.
Un’apertura che arriva dopo un lungo braccio di ferro con coloro che chiedevano un ripensamento sull’impianto, invocando, legittimamente, un referendum cittadino, a cui l’amministrazione comunale si è opposta in ogni modo. Di certo non è merito della mozione da me depositata, che avrei illustrato pubblicamente nell’immediato: mi sia consentito, quindi, di ringraziare il Comitato per il risultato ottenuto, frutto di un lavoro incredibile di tanti cittadini anconetani.
Nella mozione depositata, ho chisto l’approvazione urgente del Piano regionale dei crematori, sancita nel 2001 con una normativa nazionale ma mai accolta dalla Giunta, nonostante nel 2021 il Consiglio regionale delle Marche avesse presentato una risoluzione a riguardo.
Qualsiasi sarà il prossimo sito scelto dal Comune di Ancona per il forno crematorio, la nostra mozione resta urgente e centrale e continueremo a vigilare e a chiedere pianificazione, monitoraggi e trasparenza sui nuovi impianti.
A tutt’oggi la Regione Marche resta priva di questo strumento fondamentale di distribuzione territoriale degli impianti e in sua assenza si procede in modo disordinato, senza criteri, Comune per Comune, con il rischio di accumulare emissioni, mettendo così da parte la tutela della salute dei cittadini, in aree già fragili.
Il punto che era stato individuato per il sito di incinerazione a Torrette è storicamente classificato come Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (Aerca).
Parliamo di una zona che da decenni concentra fumi industriali, portuali e di traffico veicolare e che dal 2015 è priva di un Piano di risanamento aggiornato. Per questo deve essere dato ampio spazio ad Arpam, affinché l’Agenzia possa valutare i modelli di dispersione nell’area e gli effetti, con piena trasparenza dei monitoraggi e rendendo pubblici i dati.
Non si può continuare a decidere senza una pianificazione regionale su impianti che hanno un impatto ambientale e sanitario rilevante. Vale per quello di Torrette, su cui si è appena fatta marcia indietro. E vale per l’individuazione dei futuri impianti. La Regione deve fare la sua parte.
La nostra richiesta di approvazione del Piano regionale, insieme alla pretesa di maggiori controlli ambientali e all’aggiornamento del Piano Aerca Ancona-Falconara, nonché alla conseguente moratoria di tutti gli iter progettuali fino a quando non si svolgano appropriati approfondimenti, nasce come atto di prudenza amministrativa e di rispetto del principio di precauzione per la salute dei cittadini, come richiesto dall’articolo 32 della Costituzione.
Mancanza di coraggio verso i diritti dei palestinesi da parte del governo regionale
Mancanza di coraggio verso i diritti dei palestinesi da parte del governo regionale

Dispiace e amareggia la mancanza di coraggio dimostrata da parte del governo regionale nel negare solidarietà e diritti verso il popolo palestinese. È il mio pensiero, dopo la bocciatura della risoluzione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, che affiancato dalle mozioni di Maurizio Mangialardi e Marta Ruggeri, ho presentato per conto della minoranza alla seduta del Consiglio regionale del 25 novembre.
La Regione Marche ha competenze e responsabilità in materia di pace e di cooperazione internazionale e tantissimi cittadini chiedono rispetto e garanzia dei diritti umani, per questo abbiamo presentato risoluzione per la Palestina, che oggi però è stata sbrigativamente respinta. Critico con fermezza questa scelta.
Nel mio intervento dal titolo “Riconoscimento dello Stato di Palestina e sospensione dei rapporti tra la Regione Marche e il Governo di Israele fino al pieno rispetto del diritto internazionale”, ho ribadito la profonda indignazione per i crudeli attentati del 7 ottobre 2024 compiuti da Hamas, “e nel ricordare la nostra amicizia col popolo ebraico, condanniamo pure la strumentalizzazione di questa tragedia da parte del governo israeliano, per perpetuare massacri verso civili inermi. È urgente il riconoscimento dello stato palestinese, per la dignità del suo popolo. Lo stesso scrittore israeliano Grossman ha definito quello in atto un genocidio e la deriva criminale intrapresa dall’esercito israeliano è stata più volte denunciata dalla società civile ebraica, mentre continuano le violenze nonostante la tregua in atto”. Nella sua mozione ho chiamato la Giunta alla presa di posizione davanti a violazioni gravi dei diritti umani e internazionali, così come Nobili ha chiesto la ferma condanna del terrorismo e della violenza posta in essere da Israele nella striscia di Gaza e in Cisgiordania, la sospensione delle relazioni con enti israeliani di qualsiasi tipo, collegate allo stato israeliano, salvo che con quelle realtà d’Israele che dialogano per la pace. Né possiamo intrattenere rapporti con realtà economiche israeliane coinvolte in azioni criminali contro la popolazione palestinese della striscia di Gaza. È necessario la sospensione dei rapporti diplomatici, fino al pieno adempimento delle risoluzioni umanitarie Onu.
