Persone fragili, rendiamo l’Amministrazione di sostegno davvero accessibile

Persone fragili: rendiamo l’Amministrazione di sostegno davvero accessibile


Supportare le persone fragili significa rendere davvero accessibile l’Amministrazione di sostegno e affrontare le difficoltà concrete che ogni giorno incontrano le famiglie e chi, a vario titolo, si prende cura di loro. Per questo ho presentato una proposta di legge che mette al centro due strumenti essenziali: l’istituzione di sportelli di orientamento per i cittadini e un Fondo regionale per garantire il diritto all’Amministratore di sostegno anche a chi è in difficoltà economica.

L’Amministrazione di sostegno è una figura nominata dal giudice tutelare per affiancare chi vive condizioni di fragilità e deve essere guidato nelle pratiche legate alla cura della persona e alla gestione del patrimonio. Parliamo di persone che, a causa di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, non riescono, anche solo in parte o temporaneamente, a provvedere ai propri interessi. Sono anziani e disabili, ma anche persone con dipendenze e detenuti. Nelle Marche sono circa 15 mila le persone che beneficiano di questa tutela.

La normativa nazionale esiste da vent’anni, ma per molte famiglie il percorso resta complesso. Questa proposta nasce per non lasciare sole le tantissime persone coinvolte e per dare un supporto reale, chiaro e continuativo.

Gli sportelli per l’Amministrazione di sostegno diventerebbero punti di riferimento stabili per cittadini e famiglie. Sarebbero attivati presso gli Ambiti territoriali della Regione e offrirebbero informazione e orientamento amministrativo, in raccordo con i servizi sociali e sanitari e con l’Autorità giudiziaria tutelare.

Accanto a questo, ritengo necessario un sostegno economico concreto per chi svolge il ruolo di amministratore di sostegno, spesso in condizioni difficili e senza adeguati riconoscimenti. Per questo la proposta prevede l’istituzione di un Fondo regionale, da attivare quando la persona supportata è priva di reddito o patrimonio, così da garantire un’equa indennità e la continuità della tutela.

Nella nomina degli amministratori di sostegno da parte del giudice tutelare, molto spesso gli avvocati svolgono un ruolo fondamentale. In molte situazioni assicurano continuità, equilibrio e tutela effettiva, andando oltre una prestazione formale. È un lavoro delicato che richiede tempo, ascolto e responsabilità e che oggi non può più essere dato per scontato.

Il Fondo serve a evitare che la tutela delle persone fragili si regga esclusivamente sul sacrificio delle famiglie o sulla disponibilità personale dei professionisti. La solidarietà è un valore, ma non può diventare un alibi per l’assenza delle istituzioni.

La proposta introduce anche strumenti di coordinamento tra servizi e magistratura, la formazione degli operatori e un sistema di monitoraggio regionale, per garantire uniformità di trattamento su tutto il territorio marchigiano.

Quella dell’amministratore di sostegno è una figura cruciale, soprattutto di fronte al vastissimo numero di persone che possono averne bisogno. Con questa proposta, come Gruppo AVS, intendo tutelare e sostenere i soggetti fragili e riconoscere il lavoro silenzioso di chi se ne prende cura. È una scelta di civiltà giuridica e di responsabilità pubblica.


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