Ritardo bandi per la cultura, solidarietà al Coordinamento operatori. “Da parte della Regione, silenzi e rinvii che generano caos e crisi. Occorre programmazione più efficace”

Ritardo bandi per la cultura, solidarietà al Coordinamento operatori culturali. “Da parte della Regione, silenzi e rinvii che generano caos e crisi. Occorre programmazione più efficace”
Merita il più attento ascolto l’allarme espresso dal Coordinamento degli operatori culturali di Ancona, sul grave ritardo nell’emissione dei bandi da parte della Regione Marche per il finanziamento delle attività in programma, in particolare per il comparto “Premi, Rassegne e Festival” e quelli per il “Sostegno allo spettacolo dal vivo”.
Non possiamo lasciare associazioni e organizzazioni non profit che ci occupano di arte, cultura e specoli in una dimensione di continui rinvii, rimandi e disattese, senza risposte articolate e precise rispetto agli impegni presi dagli operatori culturali. Così si genera il caos. Ne va della programmazione di tante attività che animano il territorio, producono economia, turismo sostenibile e posti di lavoro. Da ex assessore alla cultura del Comune di Ancona, conosco bene la serietà delle associazioni locali, so quanto programmazione e pianificazione dei finanziamenti e cofinanziamenti siano indispensabile per la pianificazione delle attività. L’accumulo dei ritardi, che l’assessorato alla Cultura della Regione Marche dimostra di non saper gestire, è causa di rischi molto seri per progetti con investimenti già in campo.
C’è bisogno di maggiori certezze, a partire da una migliore tempestività nella pubblicazione dei bandi. Si sa che gli iter di approvazione sono molto lunghi e articolati, come la stessa assessora regionale alla Cultura Biondi ha chiarito in una nota, eppure una programmazione efficace può scongiurare queste situazioni di estrema incertezza per gli operatori culturali, che non sono messi nelle condizioni di lavorare con le debite garanzie.
Andrea Nobili, candidato consigliere regionale Avs
È nato il “Punto d’incontro”, per una nuova stagione politica

Diario politico
Lo spazio ideato da Andrea Nobili prende vita al rione Archi come laboratorio di confronto culturale e politico per animare una comunità in previsione delle prossime elezioni, in una piazza che si apre alle idee e alla partecipazione . “Siamo a un punto di partenza, verso una svolta politica per le Marche”.
Nasce un nuovo spazio culturale e politico in piazza del Crocifisso, al servizio della partecipazione democratica. Giovedì 19 giugno, con un’inaugurazione pubblica, il “Punto d’ incontro” ha aperto apre ufficialmente le sue porte, con relativo brindisi, sotto un sole caldo e luminoso e alla presenza di tanti amici.
La nuova sede è voluta da me, Andrea Nobili, e dal nostro gruppo di lavoro, in vista delle elezioni regionali, in un crocevia di alto significato per la città, davanti al porto storico, la Mole Vanvitelliana e nel rione Archi. Lo spazio sarà non solo un contenitore d’incontri e iniziative, ma soprattutto un laboratorio di idee, capace di raccogliere, elaborare e tradurre in proposte concrete le istanze che provengono dalla società civile, dai territori, dai mondi dell’associazionismo, della cultura, del lavoro e della ricerca. Con l’obiettivo dichiarato di promuovere una profonda discontinuità con l’attuale gestione della Regione Marche. Il Punto d’incontro, inaugurato.
Il Punto d’incontro è un punto di partenza per ricostruire un nuovo orizzonte per le Marche. Negli ultimi anni, le politiche regionali si sono dimostrate carenti sotto molti profili: dalla sanità pubblica al welfare territoriale, dalla tutela ambientale alla gestione dei servizi educativi e culturali.
In questo contesto, il Punto si propone come spazio civico e politico per rifondare un progetto di governo inclusivo, sostenibile e fondato su diritti e coesione. La sfida è quella di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, superando la logica delle decisioni calate dall’alto, e promuovendo un metodo partecipativo e trasparente.


A partire dalle prossime settimane, il Punto d’incontro accoglierà, una serie di appuntamenti pubblici e tematici per “fare il punto” sui temi strategici della Regione.
Si parlerà di sanità pubblica e politiche socio-sanitarie integrate, con attenzione al riequilibrio tra aree interne e costa, al rafforzamento dei servizi territoriali e alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Si rifletterà su tutela dell’ambiente e salute pubblica, anche in relazione all’impatto di impianti industriali e progetti invasivi, con un focus specifico sull’Area Marina Protetta del Conero, il Molo Clementino e la valorizzazione dei Parchi regionali.
Un altro tema di profondo interesse sarà quello delle politiche sociali e tutela dei minori, per contrastare l’abbandono delle fasce più fragili: salute mentale giovanile, sostegno agli educatori, contrasto alle tecno-dipendenze, promozione degli affidi e rilancio della rete delle città amiche dei bambini.
Si porrà l’attenzione su diritti degli animali e politiche venatorie, troppo spesso trascurati, in un’ottica di etica pubblica e responsabilità istituzionale.
Ci sarà poi ampio modo di confrontarsi su lavoro, formazione e università, con uno sguardo prioritario al rapporto con i giovani e alle opportunità da costruire nei settori dell’innovazione e della cultura.
La proposta di governo del centrosinistra, col programma per le prossime elezioni regionali sostenuto dal candidato Presidente Matteo Ricci si fonda su un’idea di Regione che torni a garantire diritti, servizi, partecipazione e sviluppo sostenibile.
In questo orizzonte, Il Punto d’incontro è, simbolicamente e concretamente, l’inizio di una nuova stagione che ha l’ambizione di rimettere al centro le persone, i territori, il sapere diffuso e le buone pratiche. Non si tratta solo di cambiare un’amministrazione: si tratta di aprire un nuovo ciclo politico per le Marche, capace di visione, radicamento sociale e coraggio istituzionale.
Disarmiamo le parole, per costruire la pace dal basso

Diario politico
Il primo incontro pubblico al Punto è con il biblista Alberto Maggi e Raffaella Bollini di Stop Rearm Europe per ragionare sui temi del riarmo e del genocidio. Primo di un ciclo di incontri che continuerà nell’estate.
Sostenere e mobilitarsi per le ragioni della pace in Palestina. Prende il via su questo tema la nostra campagna elettorale, con l’appuntamento di giovedì 12 giugno in piazza del Crocifisso, quartiere Archi, al Punto, ovvero il nuovo spazio, non ancora ufficialmente inaugurato ma già operativo, che abbiamo aperto verso le elezioni regionali dì settembre e che sarà alimentato da il nostro gruppo di sostenitori e collaboratori. Intervengono al dibattito il famoso biblista e teologo Padre Alberto Maggi e Raffaella Bolini di Arci Nazionale e Stop Rearm Europe. Partecipano anche la segretaria regionale di Sinistra Italiana Gioia Santarelli, Ivana Iachetti rappresentante di Europa Verdi e Michele Cantarini presidente regionale Arci. Andrea Nobili, candidato consigliere regionale con Avs, farà da moderatore.
L’appuntamento, aperto a tutti, è parte di Stop Rearm Europe, il coordinamento creato per la mobilitazione verso la manifestazione nazionale del 21 giugno, “No guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo” per Gaza, la Palestina e per fermare Israele.
Il tema della pace, come cardine e bussola dell’agire sociale e politico, apre la serie degli incontri che durante l’estate si terranno davanti al Punto, all’aperto su piazza del Crocefisso, nuovo laboratorio politico, un luogo d’incontro, ascolto, riflessione e ripartenza verso il cambiamento, in previsione delle prossime elezioni regionali, nel cuore di uno dei rioni più storici e popolari del capoluogo regionale.
Il diritto internazionale non esiste più. C’è solo odio che genera altro odio, portando distruzione, morte e una seria minaccia per il mondo intero. Per fermare questa follia non serve la corsa alle armi. C’è anche bisogno di una mobilitazione dei popoli contro la guerra e per la Pace. Occorre costruire un grande movimento pacifista, dal basso.
Per questo l’incontro pubblico che abbiamo promosso, l’altro giorno ad Ancona, è solo l’inizio di un percorso. Iniziamo a disarmare le parole, per costruire la Pace del basso.




