Se la casa brucia non possiamo scaldarci al tepore delle fiamme
Se la casa brucia non possiamo scaldarci al tepore delle fiamme

Un pensiero forte per Silvia
Un pensiero forte per Silvia

Una piccola vittoria, in una grande sconfitta
Una piccola vittoria, In una grande sconfitta

Mi sento una grande responsabilità.
Forse per questo non riesco a gioire fino in fondo per il risultato elettorale che mi permette di entrare in Consiglio regionale.
Da un lato l’amarezza per la disfatta dell’alleanza di centrosinistra, dall’altro la consapevolezza che ci attende un duro lavoro, per consentire a una comunità politica di rialzare la testa.
Occorre, innanzitutto, fare una cosa a cui siamo disabituati: interrogarci, senza timori, sulle ragioni che ci hanno condotto a questo esito così negativo.
Perché queste sconfitte non cadono dal cielo, hanno radici profonde.
Se un marchigiano su due ha deciso di non recarsi al voto è necessario domandarsi in cosa abbiamo sbagliato, in cosa e perché non siamo riusciti a farci capire. Senza ricorrere a scorciatoie, per cui la spiegazione sta solo nel qualunquismo di chi ha deciso di non votare. Troppo semplice, ma anche sbagliato.
È invece necessario lavorare a un’idea politica nuova, senza attendere neanche un minuto, perché abbiamo bisogno di tempo per costruire progetti che possano apparire credibili, capaci di essere davvero coinvolgenti e plurali, che consentano una riconnessione anche affettiva con tante persone rassegnate e demotivate.
Abbiamo bisogno di tempo per prepararci seriamente alle prossime sfide politiche.
Su questo, oltre a tentare di fare un’opposizione intelligente in Consiglio, mi impegnerò molto seriamente.
Non posso non sottolineare che per me questo risultato ha un valore particolare: da candidato indipendente, senza un partito alle spalle, ce l’ho fatta. Non era affatto scontato.
È il risultato di in impegno collettivo straordinario.
Per questo sento il bisogno di ringraziare, uno a uno, coloro che mi hanno sostenuto. Chi mi ha dato fiducia con il voto, chi ha partecipato agli incontri, chi ha condiviso idee e proposte, chi ha speso tempo ed energie in questa campagna elettorale. È grazie a voi se oggi posso guardare avanti con la certezza che il nostro cammino non è stato vano.
Questa mia piccola vittoria non cancella la sconfitta collettiva, ma diventa una responsabilità ancora più grande: quella di non disperdere il patrimonio di relazioni, esperienze ed energie che abbiamo costruito.
Il lavoro inizia adesso.
Speranza e vicinanza ai palestinesi. Chiudiamo la sua campagna elettorale nel segno della pace
Speranza e vicinanza ai palestinesi. Chiudiamo la sua campagna elettorale nel segno della pace

È nel segno della speranza per la pace che chiudiamo la nostra campagna elettorale. Con un appuntamento che è un gesto di vicinanza verso il popolo palestinese, perché ciò che accade a Gaza mette in gioco quel minimo di umanità che ancora resiste nel nostro mondo.
L’appuntamento è venerdì 26 settembre alle ore 18.00, ad Ancona, al Donegal Irish Pub (Via Simeoni 6), ultimo di una campagna elettorale molto intensa, che ha visto decine di incontri e appuntamenti, mettendo al centro ambiente, giustizia sociale, lavoro, diritti e che a inizio giugno ha preso il via proprio con una riflessione dedicata al disarmo e pacifismo. (La foto che postiamo in questo articolo, viene da quel 10 giugno, con padre Alberto Maggi, prima tappa della nostra avvenutra)
Intervengono all’appuntamento di venerdì, Ammar Amadneh di Samud, Centro culturale palestinese, Francesco Emilio Borrelli deputato AVS in video collegamento, Silvia Severini della Global Sumud Flotilla in collegamento, se le condizioni lo permetteranno. Con la musica dei Luoghi comuni band.
Incontriamoci, a un passo dal voto, per dare forza, insieme, a quel vento che spinge la Flotilla verso Gaza e al desiderio di cambiamento, anche nella nostra Regione. È – vento conclusivo è proprio il titolo della iniziativa.
Chiudiamo insieme una campagna elettorale che è stata molto intensa – è la riflessione dell’avvocato Nobili – Un vero viaggio collettivo, fatto di incontri, di voci e di passioni. Un viaggio che, come ci insegna il poeta greco Kavafis, già di per sé ci ha dato moltissimo, ancor prima di giungere alla meta. Perché ci ha restituito l’idea di fare politica come comunità.
Sicurezza urbana e inclusione sociale, un confronto pubblico al Piano di Ancona
Sicurezza urbana e inclusione sociale: un confronto pubblico al Piano di Ancona

Il quartiere del Piano di Ancona è tornato negli tempi al centro del dibattito cittadino sul tema della sicurezza. Un luogo vitale, popolare, attraversato da grandi potenzialità ma anche da fragilità che alimentano preoccupazioni diffuse tra i residenti. È proprio qui che Andrea Nobili, candidato indipendente per il consiglio regionale, ha scelto di realizzare l’ultimo degli appuntamenti tematici della sua campagna elettorale. Per affrontare, con serietà e senza slogan, una delle questioni più sentite dalla comunità: come coniugare sicurezza urbana e inclusione sociale.
Martedì 23 settembre alle ore 18.00 al Cinema Teatro Italia di Ancona, in Corso Carlo Alberto, abbiamo tenuto un incontro pubblico con la partecipazione di:
- Don Giampiero De Nardi, parroco dei Salesiani, da sempre punto di riferimento per tanti giovani del quartiere;
- Piernicola Silvis, scrittore ed ex questore, che porterà la sua esperienza nel mondo delle forze dell’ordine;
- Andrea Nobili, candidato AVS alle elezioni regionali, con una lunga esperienza nel campo dei diritti e delle politiche sociali.
- Caterina Di Bitonto,candidata AVS alle elezioni regionali
L’iniziativa nasce dalla convinzione che la sicurezza non può essere ridotta a un problema di ordine pubblico, ma va affrontata tenendo insieme prevenzione, socialità e rigenerazione urbana. Significa lavorare sugli spazi di aggregazione, sull’integrazione culturale, sul sostegno ai giovani e alle famiglie, rafforzando al tempo stesso la collaborazione con le istituzioni preposte al controllo del territorio.
La sicurezza è un diritto, ma non può essere perseguita solo con pattuglie e repressione. Quartieri come il Piano dimostrano che il vero investimento deve essere nelle persone, nelle opportunità educative e culturali, in un disegno di città che riduca le disuguaglianze e favorisca la convivenza. Solo così la comunità può sentirsi davvero protetta e partecipe.
Troppo spesso la destra cavalca le paure dei cittadini, alimentando insicurezza e diffidenza, ma senza offrire risposte concrete. Noi crediamo invece che la vicinanza ai cittadini significhi lavorare per soluzioni strutturali, capaci di affrontare le cause del disagio e non solo i suoi effetti visibili.
Un approccio che punta a valorizzare le energie del quartiere e a rafforzare il senso di appartenenza, nell’ottica di una città più vivibile e inclusiva.
Vite sospese: i progetti di vita, rinviati dei giovani marchigiani
Vite sospese: i progetti di vita, rinviati dei giovani marchigiani

Troppi giovani nelle Marche vivono una condizione di precarietà permanente: lavori instabili, affitti inaccessibili, mancanza di spazi e opportunità. È come se i loro sogni restassero sospesi, rinviati a un futuro che non arriva mai.
Domenica 21 settembre, alle 18.00, ci siamo incontrati al Baccà – Molo Sud Mandracchio (Ancona) per dare voce a queste vite sospese.
Insieme a Matteo Pignocchi, Monica Prencipe, Tommaso Sorichetti. Modera Nicola Cucchi.
Per raccontare esperienze, ascoltare storie, e provare a costruire insieme risposte concrete.
Serve una Regione che investa seriamente nelle nuove generazioni: diritto allo studio, sostegno alla formazione e al lavoro, accesso alla casa, spazi culturali e sociali.
Perche’ senza giovani non c’è futuro.
Tra reti e aste del pesce, il cuore nascosto di Ancona
Tra reti e aste del pesce, il cuore nascosto di Ancona

- che difenda le nostre marinerie dalla concorrenza sleale e dalle normative calate dall’alto senza ascoltare i territori;
- che investa sull’innovazione, sulle nuove tecnologie e sul rispetto dell’ambiente marino;
- che promuova la qualità e la tracciabilità del pescato marchigiano;
- che sappia sostenere le famiglie dei lavoratori del mare, spesso dimenticate nelle scelte politiche.
Falconara al bivio. Raffineria, idrogeno e i fili che portano a Baku
Falconara al bivio. Raffineria, idrogeno e i fili che portano a Baku

Sempre più presenza economica e industriale dell’Azerbaigian a Falconara? La raffineria Api passa a SOCOR, colosso energetico di Stato azero. A poche centinaia di metri dall’impianto petrolchimico, c’è il sito destinato ad ospitare l’ Opificio Idrogeno Marche, un progetto in mano alla Renco, società che pure ha consolidate relazioni in Azerbaijan. Renco spa, con sede a Pesaro, ha infatti partecipato ai lavori per la TAP –Trans Adriatic Pipline, l’infrastruttura che trasporta gas naturale dall’Azerbaijan all’Italia, nella costruzione delle stazioni in Grecia Albania e soprattutto Puglia e come contractor Epc.
Alla luce di questa coincidenza, anche se non vi sono documenti pubblici che leghino formalmente il progetto idrogeno di Falconara di Renco, con SOCAR, la nuova proprietà API di Baku, è legittimo e doveroso chiedersi se esistano – o si stanno negoziando – accordi diretti tra SOCAR per API e Renco spa per Opificio Idrogeno Marche, che guardano a sinergie su stoccaggi, logistica, forniture. E ancora ci domandiamo quale sarà il piano industriale di SOCAR per Falconara, tra investimenti, bonifiche, occupazione, riconversione energetica. E se questo andrà a integrarsi con Opificio Idrogeno Marche.
Falconara concentra in pochi chilometri una raffineria in fase di acquisizione da parte di una compagnia estera di Stato, un sito destinato all’idrogeno e finanziato con fondi pubblici, l’aeroporto internazionale Raffaello Sanzio con implicazioni dirette sulla sicurezza, una città di oltre 25.000 abitanti, già esposta a impatti ambientali e sanitari.
Ad oggi restano punti oscuri: quale sarà il futuro dell’hub energetico di Falconara, che piani industriali ed economici prevede e quali garanzie di sicurezza saranno offerte ai cittadini e ai lavoratori in un territorio già fragile? È evidente che la coesistenza di raffineria tradizionale, idrogeno e aeroporto impone standard di sicurezza, trasparenza e pianificazione urbanistica straordinari.
Come candidato alle elezioni regionali credo che questo passaggio imponga alla Regione Marche atti ufficiali di trasparenza, pubblicazione dei piani industriali, accesso agli atti ambientali. Accordi di sito: protocolli che vincolino le aziende a obiettivi su salute, ambiente, lavoro. Pianificazione integrata: coordinare raffineria, idrogeno, aeroporto, rigenerazione urbana. Partecipazione dei cittadini: tavoli permanenti con Comune, Regione, ARPA, ASUR, associazioni e comitati.
Un esempio da guardare è la ex raffineria ERG di San Martino (Genova), dismessa nel 2018, è stata riconvertita in polo per energie rinnovabili (ERG Power). Falconara non può accontentarsi di meno.
”Questi argomenti saranno trattati nell’incontro di venerdì 20 settembre, ore 18:00 alla Galleria delle Idee di Falconara (Via Bixio 18°), “Rigenerazione Urbana. Come ripensare la città”, insieme a la candidata Avs Francesca Bianchi e gli architetti Carlo Brunelli e Piero Cantani e le cittadine e i cittadini che interverranno.
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Educazione, politiche giovani e spazi per la cultura. I nuovi confronti del candidato Nobili
Educazione, politiche giovani e spazi per la cultura. I nuovi confronti del candidato Nobili

Educazione, giovani, cultura, rigenerazione urbana, quattro temi per quattro incontri, in tutta la provincia di Ancona, collegati fra loro in una visione di sistema. Continuano i confronti che ho deciso di orgnizzare come candidato, su temi vitali di coesione sociale, per una Regione che voglia crescere in modo giusto, inclusivo e sostenibile”, spiega il candidato indipendente di Avs.
- Il 16 settembre a Chiaravalle, ore 18.00, al Centro sociale L’incontro (Chiostro dell’Abbazia), si parla di “Errori educativi. Come sostenere una crescita sana delle nuove generazioni”, con il neuropsichiatra infantile Maurizio Pincherle, Alessandra Maltoni e i candidati Avs Andrea Nobili e Eleonora Stefanini.
- Il 17 settembre, ad Ancona, ore 21.00 al Circolo Erésia (vicolo Bonarelli 21), il titolo dell’incontro è “Non è un paese per giovani. Spazi urbani e politiche giovanili”, partecipano Andrea Nobili, Michele Cantarini presidente Arci Marche, Zaccaria Verrocchio del Circolo Erésia, Mattia Bontempi del Gruppo Movida, modera Gian Maria Recanatini. Il tema è tanto vitale, quanto trascurato in questi anni di amministrazione pubblica, a partire dall’assessore con deleghe all’economia della notte e alle politiche giovanili, Marco Battino, che non si è mai dimostrato particolarmente attivo per facilitare l’apertura di nuovi circoli e la concessione di spazi alle nuove generazioni, dove favorire socialità e comunità. Gli spazi urbani di aggregazione giovanile invece non sono un “di più”: sono strumenti essenziali per garantire inclusione, promuovere partecipazione e creatività. Laddove mancano, si aprono vuoti che rischiano di trasformarsi in esclusione, isolamento, persino conflitto.
- Il 19 settembre si continua a Osimo, ore 18.00, alla Libreria La Fonderia (via san Francesco 36), per confrontarsi su “La cultura come valore sociale. Creatività, associazionismo, rigenerazione urbana”, con Isabella Carloni attrice e drammaturga, lo scrittore Linnio Accorroni e Simone Gabbanelli, operatore culturale. Insieme a Nobili, anche la candidata Avs Caterina Osimani.
- Sabato 20 settembre la settimana di dibattiti si conclude a Falconara, ore 18.00 alla Galleria delle Idee (via Nino Bixio 18a), per confrontarsi su “Rigenerazione urbana. Come ripensare la città”, partecipano con Andrea Nobili, la candidata Avs Francesca Bianchi e gli architetti Carlo Brunelli e Piero Cantani.
Fare campagna elettorale non significa soltanto chiedere voti. È, o dovrebbe essere, l’occasione per aprire un dibattito pubblico e restituire alla politica il suo ruolo naturale: quello di luogo di riflessione collettiva. Educazione, giovani, cultura e città non sono accessori, ma le fondamenta di una Regione che voglia svilupparsi nel segno della coesione sociale. In queste settimane abbiamo contribuito a promuovere numerosi incontri su temi concreti. È un modo di fare campagna senza dubbio più faticoso, ma è anche l’unico che lascia traccia. Perché non si limita a chiedere consenso nell’immediato: costruisce legami, comunità e futuro. È la politica che intendiamo praticare, soprattutto se saremo eletti ed elette in Consiglio regionale.
Allarme rosso: manifesto accartocciato
Allarme rosso: manifesto accartocciato
Spoiler: è ironico












